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Ottica
pade ad arco, dove si raggiungono temperature da 3000 a 4000°.
Diciamo ora due parole dei raggi ultravioletti. Tutti conoscono gli effetti chimici della luce solare, sulla quale č fondata l'arte fotografica. Se si raccoglie lo spettro sopra una lastra sensibile fotografica e la si difende da ogni altra luce, si trova che l'impressione si estende dalla linea E di Fraun-hofer fino al di lą dell' estremo violetto, per un tratto eguale all'incirca a tutto quello che si vede: e l'impressione č solcata, oltre che dalle righe note della regione visibile, anche da altre righe nella invisibile, le pił forti delle quali furono contrasse-segaate con le lettere L, M, N, ecc.
Esiste dunque al di lą del violetto estremo un'infinitą di raggi invisibili atti a produrre azioni chimiche, e per tale ragione sono detti anche raggi chimici.
Le sorgenti di luce che hanno relativamente una bassa temperatura sono povere di tali raggi; invece la luce elettrica e quella del magnesio ne sono ricchissime. 11 quarzo č un corpo assai trasparente, molto pił del vetro, per tali raggi.
Alcune sostanze li assorbono e diventano luminose per fluorescenza: il vetro di uranio emette una luce color verde pisello, quando č colpito da tali radiazioni ; la soluzione di solfato acido di chinina risplende di un bel color celeste ; il platino-cianuro di bario acquista una tinta verdastra, ecc. Se si filtra la luce del sole attraverso a un vetro di color violetto e si fa cadere questa luce sull'acqua contenente pezzetti di corteccia verde di ippocastano, appare un bleu cielo bellissimo, dovuto pure a un effetto di fluorescenza. Accogliendo uno spettro puro del sole sopra uno schermo di carta preparato con platino-cianuro di bario, si osserva un'estensione