Dispei'sione della luce
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all'unico fascetto bianco che entra nel prisma, corrisponde una moltitudine di raggi luminosi diversamente colorati e inclinati sulla direzione del fascio incidente. Ciascun colore dello spettro è semplice: infatti se per un foro praticato sullo schermo su cui cade lo spettro, facciamo passare i raggi di un sol colore, i rossi, ad esempio, e li accogliamo sopra un altro prisma posto dietro lo schermo, vedremo l'esile fascetto rifrangersi di nuovo, ma non disperdersi; dimodoché su un altro
schermo andranno a cadere delle radiazioni rosse identiche alle incidenti. Un fascio formato di raggi omogenei, ossia della stessa rifrangibilità, costituisce un colore semplice. ——-—
Se la luce solare è realmente composta dei raggi variamente colorati che formano lo spettro, facendoli convergere tutti in un punto si dovrà ricostituire la luce bianca. Ciò infatti riesce assai bene adoperando uno specchio concavo, o una lente biconvessa, oppure portando lo schermo vicinissimo al prisma. Se nel fare questa esperienza c»n uno specchio concavo (fig. 298), si arresta, oppure si fa deviare col mezzo di un piccolo prisma Q, una porzione del fascio riflesso, gli altri raggi convergendo non formeranno più la luce bianca: facendo, per esempio, deviare i raggi rossi, gli