Stai consultando: 'Fisica ', Oreste Murani

   

Pagina (527/994)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (527/994)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Specchi sferici convessi
   527
   loro fuoco su l'asse secondario in un punto equidistante dallo specchio e dal centro di curvatura. L'insieme di tutti questi fuochi formerebbe una superficie sferica concentrica a quella dello specchio e di raggio CF-, la quale, se l'apertura č ben piccola, si confonderą sensibilmente con un piano perpendicolare all'asse nel punto F: tate piano č detto piano focale. Come verifica di questo fatto rivolgiamo al sole uno specchio concavo, e ricercando con un piccolo schermo ove il fascio riflesso abbia la minima sezione, troveremo un piccolo circolo splendidissimo che č l'imagine del sole. Questo č cosi lontano da noi, che si possono considerare paralleli i raggi provenienti da ogni suo punto; perciņ ai raggi emessi da ciascun punto del sole corrisponde un fascio conico di luce riflessa col vertice sul rispettivo asse secondario, e tali vertici si trovano tutti sensibilmente sopra uno stesso piano, che č il piano focale. L'imagine del sole cosi ottenuta č una imagine reale, perchč č prodotta dal reale incrociamento dei raggi, e non dal loro prolungamento, come negli specchi piani; una materia infiammabile posta nel piano focale dello specchio, supposto sempre rivolto al sole, prende fuoco ben presto.
   Conosciuta la proprietą del fuoco, vediamo ora come si possa costruire graficamente la imagine di un punto luminoso M posto dinanzi ad uno specchio concavo. I raggi emessi dal punto M, dopo la loro riflessione sullo specchio, se questo ha piccola apertura come del resto noi sempre supporremo, concorreranno tutti in un medesimo punto, che si dice coniugato, o imagine di M: per trovarlo condurremo il raggio MC normale allo specchio (flg. 283), esso si rifletterą su sč stesso: poi tireremo il raggio MI parallelo all'asse principale, che si rifletterą passando per il fuoco e incontrerą