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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Fotometria
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   da entrambe le parti; e però, nell'eseguire una misura, converrà regolare le distanze delle due sorgenti in modo che la macchia abbia lo stesso aspetto nelle due l'accie: all'uopo sono predisposti due specchi piani alquanto inclinati, che per riflessione fanno vedere contemporaneamente la macchia da ambo le parti. Su un banco munito di guide e di una scala metrica si spostano le sorgenti, ovvero si muove lo schermo; in ogni caso le sorgenti devono essere alla medesima altezza, e la retta che congiunge i loro centri deve passare pei
   o
   la macchia in direzione normale. Con questo fotometro un abile sperimentatore non commette errori maggiori del 2 per 100.
   Come quello di Bunsen, il fotometro di Ritschit (fig. 277) permette di tenere le sorgenti da due parti opposte. Esso consiste in due tubi ad angolo retto, con le pareti internamente annerite: di fronte alle bocche aperte del tubo più lungo si pongonc le due sorgenti da confrontare; esse illuminano le due faccie bianche A C, B C di un prisma, egualmente inclinate sull' asse del tubo. Si guarda all'estremo aperto O dell'altro tubo, e si regolano le distanze finché le due faccie del prisma siano egualmente illuminate: allora lo spigolo diedro del prisma si percepisce appena. Non resta che applicare le solita legge dei quadrati delle distanze.