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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   514
   Ottica
   avviene obliquamente, occorre una maggiore superficie per ottenere lo stesso effetto calorifico.
   Con lo stesso apparecchio si dimostra facilmente che il vetro è opaco pel calore oscuro irraggiato dal cubo, e il salgemma è invece trasparente : basterà interporre fra il cubo pieno d'acqua bollente e la pila una lastrina delle suddette sostanze: con il salgemma il galvanometro devia, col vetro no.
   L'esperienza poi mostra che le varie sostanze, portate alla medesima temperatura, irradiano quantità di calore diverse : ricordiamo che è detto potere emissivo di una sostanza a una data temperatura la quantità di energia irraggiata, nell'unità di tempo, dall'unità di superficie.
   È facile constatare che le varie sostanze, ad una medesima temperatura, irraggiano diversamente : basterà distenderne uno strato sulle faccie del cubo, e voltarle successivamente verso la pila termoelettrica, in modo che i raggi arrivino normalmente alla faccia di questa. Sperimentando cosi, si è trovato che il massimo potere emissivo compete al nerofumo, e che invece molto piccolo è quello delle superficie metalliche ben levigate. Il potere emissivo, come osservò il Villari, aumenta fino ad un certo limite accrescendo lo spessore dello strato; e ciò prova che l'irradiamento si fa non solo dalla superficie, ma anche dalle molecole sottoposte. Se però lo spessore aumenta oltre un certo limite, succede che il calore non viene condotto con sufficiente prontezza dall'interno allo strato superficiale, il quale assume allora una temperatura inferiore.
   Il potere emissivo delle diverse sostanze aumenta con la temperatura, ma la legge dell'aumento è complessa e varia da un corpo all'altro.
   Nelle esperienze qui sopra descritte la faccia della