Termoattinometro del Melloni
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La propagazione rettilinea del calore è dimostrata dal fatto che l'ago del galvanomètro congiunto alla pila non devia, se non quando la faccia della pila è incontrata dalla retta che passa pei fori dei due schermi.
E si può altresì verificare che l'energia calorifica nel propagarsi attraverso ad un corpo diatermano, come si può considerare l'aria, segue anch'éssa la legge dell'inversa del quadrato della distanza: infatti ricorrendo ad una sorgente di piccola estensione, e togliendo ogni schermo, si troverà costante il prodotto delle deviazioni galvanometriche pei
quadrati delle corrispondenti distanze fra la sorgente e la pila. Se la sorgente ha invece notevole estensione, la si può limitare con uno schermo solo S vicino alla sorgente, togliendo l'altro. Le distanze in tal caso vanno contate dal foro.
E si può con lo stesso apparecchio verificare la legge del coseno, anche per l'effetto termico. Se poniamo un cubo di rame pieno di acqua bollente davanti a una pila termoelettrica, limitando il fascio delle radiazioni con i due diaframmi forati, l'ago del galvanomètro segna la stessa deviazione, comunque si inclini la faccia del cubo (fig. 275). Anche qui concludiamo che quando l'emissione 33 — Murani.
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Fig. 275.