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Ottica
a destra della propria orbita, e il satellite si rende invisibile a noi tutte le volte che si immerge nel cono d'ombra di Giove ; al contrario, quando la Terra si trova sull'altra metà dell'orbita, movendosi da una opposizione ad una congiunzione, da T' a T, noi potremo vedere tutte le successive emersioni del satellite dal cono d'ombra. La rivoluzione del satellite ha un periodo costante, e ciò nullameno furono trovati diversi gli intervalli fra due successive immersioni o fra due successive emersioni. Ciò è dovuto al ritardo con cui percepiamo il fenomeno, al ritardo cioè dovuto al tempo che impiega la luce per giungere fino a noi. Ma questo tempo non produce errore sensibile quando la Terra si muove in vicinanza della congiunzione o della opposizione, cioè in direzione quasi normale ai raggi luminosi, perchè la sua distanza dal satellite tra due consecutive occultazioni o emersioni varia allora pochissimo, e i ritardi con cui percepiamo due occultazioni o due emersioni successive si compensano. Ne segue che il tempo che passa tra due osservazioni, fatte mentre la Terra si trova vicinissima per esempio alla congiunzione, ci dà, con errore trascurabile, il periodo della rivoluzione del satellite: esso è di 42h 28m 35s. Supponiamo ora di fuggire la luce passando da T per T in T ; i ritardi con i quali si osserveranno le successive emersioni vanno aumentando, e complessivamente sommano a 16m 41», 6 (Glasenapp): tale ritardo è eguale al tempo di cui invece anticipano complessivamente le immersioni del satellite, quando la Terra continuando nel suo moto di rotazione va incontro alla luce. Questo è dunque il tempo che i raggi luminosi impiegano a percorrere il diametro dell'orbita terrestre. Ne deriva che la luce del Sole impiega 8m 20s, 8 per giungere fino a noi; e siccome la distanza