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Ottica
del cono delle tangenti esterne, ed è penombra in tutto il resto del cono delle tangenti interne B P, A Q. Anche sulla superficie del corpo opaco, si passa dalla luce piena all'ombra pura, attraverso a una zona di penombra.
272. Velocità della luce negli spazi interpla-'^tietari. — La luce si propaga con grandissima velocità, cosicché il tempo che impiega a percorrere
10 spazio compreso fra due punti sulla superfìcie terrestre è estremamente piccolo. Ma, nonostante la grandissima velocità della luce, non sarà piccolo
11 tempo ch'essa metterà a venire sino a noi dalle stelle, poiché queste sono a enormi distanze. Roe-mer, astronomo danese, potè determinare il tempo che la luce impiega a venire dal sole (anno 1675) ; e poiché la distanza del sole dalla terra è conosciuta, se ne deduce la velocità della luce negli spazi celesti. Egli si basò su una serie di osservazioni delle occultazioni del primo satellite di Giove, quello cioè più vicino al pianeta. L'orbita di questo satellite e si trova all'incirca sul piano equatoriale di Giove J, e penetra nel cono d'ombra del pianeta ad ogni sua rivoluzione. Sia T V T l'orbita descritta dalla Terra intorno al Sole (fig. 271); essa è un'ellisse di cui il Sole occupa uno de' fuochi 5; tuttavia, in grazia della sua piccola eccentricità, riterremo tale orbita una circonferenza. Rappresenti J J' J l'orbita di Giove ; essa fa con il piano dell'orbita terrestre (ecclittica) un angolo che non è molto grande, e quindi, per semplificare ancora il problema, supporremo che giaccia nel piano stesso dell'ecclittica. Quando la Terra è in T e Giove in J sulla retta T S che congiunge i- centri della Terra e del Sole, si dice che il pianeta è in congiunzione con il Sole, poiché noi lo vediamo dalla stessa parte del cielo dove si trova il Sole. Se invece la Terra