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Ottica
rettilinea della luce: difatti ciascun punto degli oggetti esterni, come A, emette o diffonde de' raggi in tutte le direzioni, e pel foro circolare F ne penetra un cono che va a dipingere sulla parete opposta in A' una piccola ellisse; il punto B produrrà lo stesso effetto in B\ ecc., e così a furia di piccole ellissi sovrapposte si formerà l'imagine capovolta A' B' C' dell'oggetto esterno ABC. L'ima-gine avrà i contorni tanto più nitidi, quanto meglio le ellissi si sovrapporranno, e perciò quanto più piccole esse risultano ; on'de per la nitidezza delle imagini bisogna che il foro F sia piccolo e lo schermo non sia troppo lontano. Allargando il foro o allontanando lo schermo, la sezione de' coni luminosi risulta troppo grande, le ellissi si sovrappongono soltanto in parte, e l'imagine presenta contorni sfumati. Si intende che la forma del foro non ha alcuna influenza : con un foro quadrato, triangolare, ecc., l'imagine risulterebbe egualmente simile all'oggetto per la sovrapposizione di tanti quadratini o piccoli triangoli.
271. Ombra e penombra. — La teoria delle ombre è basata sulla propagazione rettilinea della luce. Se la sorgente luminosa è tanto piccola da poterla considerare come un punto, essa illuminerà un corpo opaco sopra una regione nettamente distinta dal resto, che rimarrà nella piena oscurità; e il confine fra le due regioni della luce piena e dell'omòra propria verrà tracciato da una retta, che passando costantemente pel punto luminoso, girerà tangenzialmente alla superficie del corpo illuminato. Nel caso di una sfera (flg. 269), la linea limite fra la luce piena e l'ombra sarebbe evidentemente una circonferenza. Nel cono generato dalla rotazione della retta in discorso, al di là del corpo opaco, non arriverà il benché menomo raggio ; esso è la