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Ottica
sione negli specchi è accompagnata da diffusione; la luce diffusa, in ogni caso, è tanto più debole quanto più tersa e levigata è la superficie riflettente.
Allorché infine il raggio arriva alla superfìcie di un corpo trasparente come, per esempio, l'acqua, il vetro, ecc., allora esso in parte è riflesso, e in parte penetra nel corpo rifrangendosi, cambiando cioè di direzione, e forma il raggio rifratto.
In seguito si discorrerà ampiamente di tutti questi fenomeni: riflessione, rifrazione, assorbimento; per ora ci basti sapere che della luce che arriva alla superfìcie di un corpo, una parte viene riflessa o diffusa a seconda che la superfìcie stessa sia più o meno speculare ; una parte penetra nel corpo e si propaga attraverso di esso ; una parte finalmente viene assorbita, cioè le molecole del corpo se l'appropriano, e l'energia cosi assorbita dà luogo ad effetti diversi (riscaldamento, azioni chimiche, ecc.). Indicando con q la totalità della luce incidente, con r, t e a rispettivamente la parte riflessa o diffusa, quella trasmessa e quella assorbita, si ha ha evidentemente :
q=r+t+a e dividendo per q entrambi i membri:
R , T , A , . , l=Q- + -Q+-Q=r+t + a
essendo r, t, a i poteri riflettente, trasmittente, assorbente.
I valori di r, t, a dipendono da molte circostanze : oltre che dal grado di levigatezza e scabrosità della superficie su cui la luce cade, come si è notato, dipendono anche dalla specie dei raggi,