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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   CAPITOLO X.
   Ottica.
   267. Calore e luce. — Parlando della trasmissione del calore, abbiamo accennato come essa avvenga anche nel vuoto di materia ponderabile, e come si spieghi ammettendo che l'energia da cui sono animati gli atomi e le molecole dei corpi, dotati di moti rapidissimi di vibrazione, venga comunicata all'etere cosmico: questo poi la trasmette per onde, che si propagano con la velocità grandissima di circa 300.000.000 metri al minuto secondo, comunicandola ad altri corpi o agli organi dei sensi. Qualunque corpo irraggia continuamente dell'energia, perchè in natura non v'ha corpo assolutamente freddo, vale a dire privo di ogni energia molecolare cinetica; ma finché la temperatura non arriva a un certo limite, 525° circa, i moti periodici delle molecole sono relativamente troppo lenti e le onde troppo lunghe per affettare 1' organo della vista ; sono queste le onde di calore oscuro, che si possono constatare col mezzo del termometro o di altri strumenti, e che impressionano i nervi del tatto. A 525° circa un corpo da oscuro comincia a diventar rosso, si rende cioè visibile senza il concorso di altri corpi ; allora il numero delle vibrazioni arriva a 400 bilioni (400 x IO12) al secondo