Liquefazione dei gas
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Per alcuni altri gas, i quali — come 1' anidride solforosa — alla temperatura ordinaria si trovano già bene al disotto della temperatura critica, si può sperimentare in modo analogo ; oppure basta la semplice compressione per farli passare allo stato liquido, e occorrerà una pressione tanto minore, quanto più bassa sia la temperatura ambiente.
Se, ad esempio, si pone acqua di cloro in una parte di un forte tubo di vetro ricurvo (fig. 260) e la si riscalda poi cautamente, il cloro, svolgendosi, si raccoglierà in goccioline dall'altra parte del tubo per la compressione che esso esercita su sé medesimo. Collo stesso procedimento, dovuto a Faraday, si possono ottenere liquidi il cianogeno, l'idrogeno solforato, l'ammoniaca ed altri gas.
Se l'aeriforme é meno coercibile, bisognerà allora applicare contemporaneamente i due principii precedenti, bisognerà cioè raffreddarlo e comprimerlo. Cosi l'anidride carbonica e il protossido di azoto possono liquefarsi coli'apparecchio rappresentato dalla fig. 261. Esso consta di una bomba li di ferro a pareti robuste, la quale inferiormente comunica, per mezzo di una valvola che si apre verso l'interno, con una tromba e con il tubo A che mette a un gazometro; il tutto è circondato da un miscuglio frigorifero. Mettendo in azione la pompa, l'anidride carbonica aspirata per A viene compressa nel recipiente R fino alla sua liquefazione; e affinchè la tromba non si riscaldi troppo nel lavoro di compressione, si fa circolare in N acqua fredda. Si rovescia di poi l'apparecchio, e manovrando la vite V si può ottenere un getto liquido, che raffreddandosi per la rapida evaporazione, si solidifica in fiocchi simili a quelli della neve; volendo, si può raccoglierli in una borsa di flanella. Con lo stesso procedimento si può rendere solido il protossido di azoto.
31 — Murani.