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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Dell' energia termica
   qua, dipende anche dalle altre sostanze disciolte. Bisogna dunque, per saggiare la ricchezza alcoo-lica dei vini, distillarli ; poi ricondurre il prodotto della distillazione al volume primitivo coll'aggiunta d'acqua pura; e nel miscuglio d'acqua e d'alcool cosi ottenuto, immergere l'alcoolometro (§ 131).
   Il lambicco rappresentato dalla fig. 258 è molto comodo per questa determinazione. Si versano nel palloncino P tre volumi di vino misurati colla provetta R, si stabilisce la comunicazione col serpentino S circondato d'acqua fredda, e si porta il vino all'ebollizione col calore di una semplice lampada a spirito: si sospende l'operazione quando si è distillata una metà circa del liquido, perchè allora tutto l'alcool, o quasi, si è vaporizzato, e si finisce di riempire la provetta sino al segno 3 con acqua distillata, come si è detto; l'alcoolometro, alla temperatura di 15°, darà la proporzione centesimale in volume dell'alcool contenuto nel vino saggiato.
   264. Calefazione; fenomeno di Leidenfrost. — Non vogliamo passare sotto silenzio il fenomeno di Leidenfrost, chiamato anche calefazione ; ecco in che cosa esso consiste. Se si scalda fino al rosso un cucchiaio, una capsula di rame, d'argento, di platino, ecc., e vi si fa cadere delle goccie d'acqua con una pipetta, queste non entrano in ebollizione, ma si riuniscono in un globo sferico un po' appiattito, che alla mente richiama l'idea delle goccie di mercurio a contatto di pareti che esso non bagna. La goccia difatti non tocca le pareti del vaso rovente ; essa è animata da un movimento giratorio rapido sul fondo della capsula, e si vaporizza assai lentamente. Boutigny, al quale si devono numerose ricerche su questo soggetto, ha chiamato il fenomeno stato sferoidale del liquido. Ma se si raffredda gradatamente il piattello o la capsula, arriva un