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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Dell' energia termica
   d'ebollizione, è unicamente impiegato a trasformarlo in vapore. E difatti occorre del calore non solo per vincere la coesione tra le molecole del liquido, ma anche per comunicare ad esse la energia necessaria a superare la esterna pressione, a fare cioè un lavoro esterno. Per l'acqua il detto calore è considerevole, richiendosi per ogni chilogr., alla temperatura di 100°, circa 536 calorie. Il vapore a 100° non differisce sostanzialmente dall'acqua a 100° che per 1* aggiunta di tale calore detto calore di vaporizzazione, ovvero calore di elasticità del vapore.
   In generale, si dice calore di vaporizzazione di un liquido il calore che bisogna comunicare alla massa di 1 kg., che si trova già alla temperatura di ebollizione, per trasformarla completamente in vapore saturo alla stessa temperatura: esso dipende dalla temperatura, e vedremo più innanzi una formola di Regnault per determinarlo, nel caso dell'acqua. Il calore di vaporizzazione era detto in passato ealor latente, perchè servendo esso non a riscaldare il vapore al di sopra del punto di ebollizione, ma a fare un lavoro, non agisce sul termometro.
   Per assicurarsi che il vapore che si solleva dal liquido bollente ha la stessa temperatura di questo, basterà porre il termometro ora dentro il liquido ed ora nel vapore che sta immediatamente al di sopra della superfìcie: si troverà che esso indica lo stesso numero di gradi. Ma perchè ciò si verifichi, è necessario che il liquido sia puro, se no la temperatura del vapore è diversa da quella del liquido.
   260. Influenza delle sostanze disciolte sulla temperatura di ebollizione. — E in verità ogni sostanza disciolta in un liquido, se non è volatile, ritarda l'ebollizione tanto più, quanto maggiormente concentrata è la soluzione.
   L'acqua che sotto la pressione normale bolle