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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Soluzione
   439
   Per osservare il raffreddamento che si produce durante la soluzione di un solido, basta prendere un po' di acqua in un bicchiere e porvi un termometro; quando esso ha assunto la temperatura dell'acqua, si versa in questa un sale qualunque, per esempio sale da cucina, o, meglio ancora, nitrato ammonico : si vedrà allora il termometro rapidamente discendere.
   241. Soluzioni sature, non sature, soprassature. — Ricordiamo ora quanto si è detto al § 24. Se in un liquido (il solvente) mantenuto a temperatura costante, mettiamo quantità crescenti di un solido atto a disciogliersi, si osserva che la soluzione non può contenere più di una certa quantità del solido (il soluto) per un determinato peso del liquido. Quindi, se il solido è in quantità maggiore, l'eccesso non si scioglie, e la soluzione si dice satura. Si trova che la quantità di solido necessaria a saturare un determinato peso del liquido varia con la temperatura, e in generale aumenta con essa.
   Quando poi una soluzione, a una determinata temperatura, non contiene tutto il soluto necessario alla saturazione, si dice che essa non è satura.
   Raffreddando gradatamente una soluzione non satura, arriverà un punto in cui la soluzione diviene satura, e se il raffreddamento progredisce ancora, parte del soluto, non potendo più rimaner disciolta, si libera dalla soluzione e si deposita. Accade però talvolta, nell'assoluta tranquillità del liquido, che si può oltrepassare il punto di saturazione senza che il soluto si separi dalla soluzione; in tali condizioni la soluzione si dice soprassatura. Questo fenomeno è analogo a quello della soprafusione (§ 239); e parimenti, nel caso della soprassaturazione, basta un urto, l'introduzione di un pezzettino del ¦ sale, affinchè l'eccesso del solido precipiti in fondo al vaso.