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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Dell' energia termica
   volume del gas passato pel calorimetro e la sua temperatura all' entrata e all' uscita ; conoscendo inoltre la sua densità, si avevano tutti gli elementi necessari per calcolare la quantità di calore ceduta da una massa nota del gas quando si raffreddava di un grado, e quindi il suo calore specifico. Ma qui si rendevano indispensabili molte correzioni relative all'influenza del mezzo ambiente, e si trattava di correzioni notevoli a cagione della piccola massa del gas che passava nel calorimetro, e della lunga durata delle esperienze.
   11 calore specifico cosi ottenuto è il calore specifico a pressione costante: difatti la pressione del gazometro non è che di pochissimo superiore a quella dell'atmosfera o dell'ambiente nel quale il gas sfugge all' uscita dal calorimetro ; essa cioè è quella richiesta perchè si stabilisca una lenta e uniforme corrente di gas. Questo quindi si dilata liberamente sotto una costante pressione, e il calore specifico ottenuto è il calore specifico a pressione costante, come si è detto. Ma il calore specifico di un gas può essere preso altrimenti: si può cioè impedire al gas di dilatarsi mantenendolo sotto volume costante, malgrado le variazioni di temperatura. La quantità di calore necessaria per elevare di 1° la temperatura di un chilogrammo di gas in queste altre condizioni è detta calore specifico a volume eostante.
   La misura sperimentale diretta del calore specifico a volume costante è assai diffìcile a farsi; indirettamente il suo valore si ottiene, per un gas qualunque, da diverse formule, da quella, per esempio, che dà la velocità di propagazione del suono nell'aeriforme. Tale formula è (§ 167) :