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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Dilatazione lineare dei solidi
   387
   latazione pel corrispondente intervallo di temperatura; indicandolo con Xm, si ha:
   A
   11 detto coefficiente esprime pertanto l'aumento medio che subisce l'unità di lunghezza, quando si scalda la sbarra di un grado fra i detti limiti di temperatura.
   E volendo il coefficiente di dilatazione lineare vero alla temperatura t, bisognerà trovare il limite al quale tende l'espressione suddetta quando l'intervallo di temperatura diventa infinitamente piccolo : indicando cioè con xt il coefficiente di dilatazione alla temperatura t, si ha:
   Ciò vuol dire che il coefficiente di dilatazione è una funzione della temperatura; e difatti le più accurate esperienze provano che esso, a tutto rigore, non è costante, ma aumenta un poco con la temperatura. Tali variazioni però sono piccole, cosicché nei problemi si assume il coefficiente medio di dilatazione lineare fra due temperature limiti, e lo si ritiene costante.
   Nella seguente tavola sono indicati i coefficienti medi di dilatazione lineare fra 0° e 100° per alcuni corpi :
   Vetro bianco.......da 0.000 007 a 0.000 009
   Flint glas........» 0.000 008 » 0.000 009
   Granito.........» 0.000 008 » 0.000 009
   Platino..........» o.oro 008 » 0.000 010
   Palladio.........» 0.000 010
   Antimonio........» 0.000 011