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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Trasformazione reciproca del lavoro e del calore 373
   queste frammenti di materia cosmica che seguono come uno sciame le orbite di vecchie comete ; quando la loro trajettoria è poco lontana dalla terra, l'attrazione di questa li fa deviare ed entrare nella nostra atmosfera, dove, movendosi con grande velocità, la loro forza viva si trasforma in calore per la resistenza opposta dall'aria al moto, e per il calore cosi svolto bruciano con viva luce.
   In tutti questi esempi, e se ne potrebbero citare moltissimi altri, nei quali l'energia visibile di un corpo in moto sparisce, non bisogna quindi vedere una distruzione d'energia, ma semplicemente la sua trasformazione in forza viva molecolare, o energia termica, o calore che si voglia dire.
   Se con un martello percuotiamo una campana, questa dà un suono, vale a dire le sue particelle si mettono a vibrare. Ora il martello, nell'atto di percuotere la campana, possedeva una certa energia di moto ; nell' urto tale energia si è comunicata a tutte le particelle della campana, che così vibrano, e il loro moto passa nell'aria sotto forma di onde sonore, sino a dissiparsi.
   Supponiamo ora invece di battere sull'incudine col martello un pezzo di piombo; udremo solo i colpi flosci, non seguiti da vibrazioni simili a quelle della campana. Che succede dunque dell'energia' consumata nella percossa? Essa non si trasforma stavolta, come nella campana, in energia sonora, ma si trasforma in energia termica; vale a dire, la forza viva del martello si distribuisce nell'atto della percossa alle molecole del piombo, onde le vibrazioni di queste si fanno più ampie, più rapide, e la massa tutta quanta si scalda.
   Riassumendo, diremo che il calore non consiste in una materia peculiare come gli antichi fisici supposero, ma nella somma delle forze vive mole-