Propagazione del calore
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egual volume d'acqua a temperatura maggiore o minore.
Raggiunta pertanto la temperatura di 4°, l'acqua, se il raffreddamento continua, diviene più leggiera e quindi rimane alla superfìcie; cosicché, se si raggiunge la temperatura di 0°, -lo stagno ghiaccierà alla superfìcie. E poiché l'acqua si espande nella formazione del ghiaccio, questo ha un peso specifico minore, e galleggia. Se l'acqua non presentasse questo massimo di densità, il ghiaccio comincerebbe a formarsi nel fondo, e il Jago in un tempo più o meno lungo finirebbe per diventare una massa gelata.
I gas conducono il calore anche peggio dei liquidi; ma a cagione dell'estrema mobilità delle loro molecole, si verificano in essi con lo scaldamento facili correnti di convezione, a quel modo che l'aria calda del fuoco d' un camino s'innalza su per la canna, e viene surrogata dall'aria fredda circostante.
La stessa cosa succede, su ampia scala, nel sistema dei venti. Da quella regione della terra che dicesi zona equatoriale, dove il sole dardeggia più cocenti i suoi raggi, l'aria scaldata si leva verso l'alto dell'atmosfera; quest'aria è allora rimpiazzata da altra fredda e greve che scorre lungo la superfìcie del globo, proveniente dalle gelide regioni polari. Si verifica cosi all'equatore un sistema di correnti ascendenti che trasportano l'aria calda verso i poli nell'alto dell'atmosfera, e correnti più basse vicine alla superfìcie della terra che trasportano aria fredda all'equatore. Questo sistema di correnti atmosferiche dà ragione dei così detti venti alisei di superficie e dei conira-alisei.
Le doppie invetriate preservano d'inverno le stanze dal raffreddamento, per la poca conduttività dello strato d'aria interposto fra esse; così anche i