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Dell' energia termica
Consideriamo ora più in particolare i primi due modi; dell'altro ci intratterremo nell'Ottica.
204. Conduzione del calore. — Poco sopra dicemmo che una verga di ferro avente un estremo nel fuoco si scalda sino all'altro capo, cosi da non poterla tenere nelle mani, a meno che non sia molto lunga. Allo stesso modo si comportano verghe di argento, di rame, di ottone, ecc., in generale i metalli. Ma se invece di un'asta di ferro, si pone similmente nel fuoco 1' estremità di una verga di legno, di vetro o di terra cotta, di eguale lunghezza, l'altro estremo non diventerà molto caldo, perchè il legno, il vetro e le terraglie non conducono cosi facilmente il calore come i metalli.
Anche i peli e le penne sono sostanze che mal conducono il calore, e appunto di tali sostanze vennero provvisti da natura, a forma di vestimenta, moltissimi animali. La temperatura del nostro corpo è in generale superiore a quella dei corpi che ci circondano: essa, nello stato di salute, si mantiene da 36°,5 a 37°; nella fredda stagione quindi, a impedire una rapida dispersione di calore, conviene indossare vesti di lana o pelliccie. Similmente, volendo conservare il calore di un dato spazio, bisogna cingerlo di materia non conduttrice.
Un corpo cattivo conduttore serve non solo a conservare il calore di un altro, ma ancora a preservarlo dal calore dei corpi vicini. Così, adoperiamo la flanella non solo per impedire il raffreddamento del nostro corpo, ma anche per rivestire un pezzo di ghiaccio che vogliamo sottrarre all' azione del calore dell'ambiente. Le carni, le uova, ecc. si conservano d'estate in luoghi mantenuti freddi (frigoriferi), le cui pareti rivestite di sughero, di legno, sono coibenti pel calore, e impediscono che il calore esterno si propaghi all'interno.