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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Dell' energia termica
   sotto il quale è disposto un becco a gas, si trova un serbatoio L pieno d'aria che comunica col tubo R piegato ad U; questo, nella parte inferiore, contiene del mercurio sino ad un certo livello.
   Il gas che va ad alimentare la fiamma entra nel tubo R per un piccolo foro situato superiormente alla superfìcie del mercurio : quando la temperatura del mezzo supera quella voluta, l'aria del serbatoio L si dilata, e fa salire il mercurio nel ramo di destra del tubo R fino a coprire 1' apertura di arrivo del gas, il cui afflusso alla fiamma resta perciò interrotto.
   Affinchè però la fiamma non si spenga, la si alimenta ancora mediante un altro tubo munito d'un rubinetto aperto di pochissimo. Quando poi il mezzo si raffredda e la temperatura ritorna ad essere quella voluta, il mercurio ridiscende nel ramo di destra del tubo R, e scopre nuovamente il foro inferiore pel quale il gas riprende la sua via alla fiamma.
   r*-200. Calore specifico; calorimetro. — Si chiama calore specifico di un corpo la quantità di calore necessaria a scaldare di 1 grado la sua unità di massa; per unità di massa si prende ordinariamente quella di 1 chilogr. Il calore specifico dell'acqua è preso come uno, e coincide con la caloria che abbiamo definita innanzi (§ 193).
   Il calore specifico varia, come il peso specifico, da un corpo all'altro, e per lo stesso corpo dipende dallo stato fisico; esso varia pure alquanto con la temperatura, ma le sue variazioni sono nel maggior numero dei casi molto piccole e trascurabili nella pratica se l'intervallo di temperatura non è molto grande, e noi in ciò che segue lo supporremo costante.
   L'acqua ha un calore specifico notevole; talché, per essere scaldata di 1 grado, richiede maggior