348
Dell' energia termica
Con queste parole noi designiamo impressioni famigliari, che ricaviamo col senso del tatto dai corpi esterni; e per distinguere i diversi gradi, noi diciamo che i corpi sono roventi, caldi, tiepidi, freddi, freddissimi, ovvero che essi hanno diversa temperatura, volendo con questa parola significare la diversa loro attitudine a riscaldare o a raffreddare i corpi vicini, ossia a cedere o a ricevere calore, ecc. Tuttavia queste varie sensazioni che i corpi destano in noi e che indubbiamente dipendono da una particolare loro condizione, riuscirebbero troppo vaghe, e potrebbero anche talvolta indurci in errore, quando ci limitassimo al solo senso del tatto : così, per esempio, giudicheremmo una grotta fredda nell'estate e calda nell'inverno, mentre la sua temperatura è quasi la stessa nelle due stagioni. Occorre perciò, a voler meglio precisare questa condizione (stato termico) de' corpi, ricorrere a qualche fenomeno obiettivo il quale ci permetta anche di distinguere gradazioni di caldo e di freddo che al tatto riuscirebbero impercettibili.
La prima idea che si affaccia alla mente è quella di ricorrere alle variazioni di volume cui vanno soggetti i corpi quando si riscaldano o si raffreddano; si potrebbe cioè, per giudicare della loro temperatura, mettere due corpi a contatto, e osservare le loro variazioni di volume.
Prendiamo due corpi qualunque A e B, e mettiamoli a intimo contatto il più possibile: diremo che essi sono alla stessa temperatura, se non si fanno scambio di calore; e ce ne assicureremo osservando minutamente se non variano i loro volumi. Se, al contrario, uno cede calore all'altro, diremo che hanno temperatura diversa; e precisamente quello che cede calore e diminuisce di