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A custìca
nettamente staccati e si potranno contare sino a cinque o sei per secondo; ma quando la differenza nel numero delle vibrazioni aumenta, i battimenti diventano più fìtti e formano una specie di rullìo; poi aumentando ancora quella differenza, i battimenti spariscono e resta la dissonanza, ossia i due suoni non istanno bene insieme, finché non si arriva a una differenza tale che l'intervallo fra i due suoni sia consonante. Per udire i battimenti di due coristi, se ne prendano due all'unisono, e si modifichi un poco il periodo di uno attaccando al rebbio una piccola moneta, come si è detto innanzi (§ 185) : eccitandoli entrambi, si udranno distintamente i battimenti.
188. Tempera dei suoni ; legge di Fourier ; analisi dei suoni. — In generale gli strumenti musicali non emettono un suono semplice come il corista, perchè ogni corpo vibrante si suddivide in tante onde stazionarie quante sono compatibili con la sua forma e col modo di eccitamento; ne segue che il suono degli strumenti musicali (corde, tubi, ecc.) è un suono composto. Vale a dire, la nota fondamentale, che è quella che determina l'altezza del suono ed è la più intensa, è accompagnata da altre note più alte, ma più deboli, in rapporti assai semplici con la prima, le quali sono dette note armoniche o parziali. La tempera o metallo del suono dipende appunto dal numero, dalla qualità e dalla relativa intensità di cosiffatti suoni armonici, che accompagnano il suono' fondamentale.
E in armonia con questo le curve d'oscillazione dei diversi corpi sonori, ottenute col mezzo di ingegnosi esperimenti, non sono semplici com' è la sinusoide fornita da un corista, ma sono curve periodiche più complesse. L'analisi matematica ha dimostrato poi che tali curve complesse risul-