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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Itisonanza
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   ed egualmente lunghe : per le note acute serve il cantino che è di minugia e leggiero, e per quelle gravi le corde metalliche che sono più pesanti ; inoltre si profitta della diversa tensione, e si limita col polpastrello la parte vibrante in modo da ottenere dalla medesima corda suoni di diversa altezza.
   185. Risonanza. — Prima di studiare in qual modo l'aria vibri ne' tubi sonori, è necessario spiegare il fenomeno della risonanza.
   Gioverà per questo fare un'esperienza: prendiamo un diapason ed eccitiamolo; il suo suono quasi non si ode, e se lo avviciniamo all'orlo di una provetta (fig. 187), il suono è rinforzato molto debolmente. Se ora modificheremo la lunghezza della colonna di aria versando cautamente dell' acqua nella provetta, arriverà un momento in cui il suono sarà grandemente rinforzato, perchè la colonna d'aria, entrando in vibrazione anch'essa, aggiungerà il suono a quello debole del corista. Ma perchè la colonna d'aria entri anch'essa in vibrazione, qual'è la condizione necessaria? Questa è che il suo periodo di vibrazione sia eguale a quello del corista, vale a dire che la colonna d'aria sia atta a dare un suono della medesima altezza del corista. Tale fatto può verificarsi soffiando sul bordo della provetta; ogni volta che essa potrà rinforzare il suono, se ne caverà una nota all'unisono con quella del corista. La fig. 188 mostra analogamente come il suono di un timbro metallico venga rinforzato, avvicinandogli una camera d'aria di acconcie dimensioni.
   Fig. 187.