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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   322
   A custìca
   In tal caso la sua lunghezza è eguale a mezza lunghezza d'onda, ossia è :
   poiché x = ^ , essendo v la velocità di propagazione delle vibrazioni lungo la corda ed n il loro numero al minuto secondo, si ha :
   v
   n = 2T
   Questa notevole relazione dice che il numero delle vibrazioni che la corda fa in ls, è, pari le altre circostanze, in ragione inversa della sua lunghezza. Ci siamo già serviti di questa legge (§ 177). Sostituendo poi per v il suo valore, si ha :
   - 1 l/Jl — 1 I r'l n ~ 2 l V M~~ tri \ n p
   dove r esprime il raggio della sezione della corda, e p il suo peso specifico.
   Or dunque il numero delle vibrazioni di una cor.da tesa in un secondo è :
   1° in ragione inversa della lunghezza della corda; 2° in ragione inversa del suo diametro ; 3° in ragione diretta della radice quadrata dei peso tensore;
   4° in ragione inversa della radice quadrata del peso specifico.
   Si approfitta di queste leggi ne' varii strumenti a eorda. Le corde più leggiere, più fine, più brevi, maggiormente tese danno i suoni più acuti, come succede nell'arpa, nel pianoforte, nel violino, nel violoncello, ecc., che hanno corde meno numerose