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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   320
   A custìca
   184. Onde stazionarie. — Tendiamo ora una corda sul sonometro (fig. 176), e attacchiamola con un archetto verso un'estremità: si generano due sistemi d'onde progressive che si propagano in senso contrario; e cioè le onde incidenti provocate dall'archetto, le quali si muovono lungo la corda in un verso, e le onde riflesse che provengono dalla riflessione delle prime e si muovono in verso contrario. Questi due sistemi di onde si compongono in un sistema di onde stazionarie, onde cioè nelle quali tutti gli strati della corda passano simultaneamente per la loro posizione di riposo e simultaneamente arrivano agli estremi della loro corsa. Ma le escursioni sono diverse: massime in alcuni punti equidistanti detti
   Fig. 184.
   ventri, e minime per altri detti nodi, i quali non mutano di posto col progredire dei due sistemi di onde componenti: la distanza fra due nodi o due ventri consecutivi corrisponde a mezza lunghezza di onda. Nei due punti estremi ove la corda è fissa, si formano naturalmente due nodi; e se essa vibra in tutta la sua lunghezza, senz'altri nodi intermedi, nel mezzo si forma un ventre; allora la corda vibrando dà la nota fondamentale, ossia la nota più bassa, e all'occhio assume l'aspetto di un fuso (figura 184).
   Ma la corda si divide in due internodi e dà l'ottava se -viene eccitata a */4 circa della sua lunghezza, e si tocca leggermente nel mezzo con una barba di penna (fig. 185).
   Si dividerà in tre internodi e renderà la quinta dell'ottava, se sarà toccata leggermente con una penna ad un terzo della sua lunghezza (fig. 186).