31.0
Acustica
corda da sperimentare. Essa è fissata a un capo, e la sua tensione si opera all'altro, sia con una chiave D come quelle che servono ad accordare i pianoforti, sia col farla passare su la gola di una puleggia e stirandola con un peso. Volendo limitare la parte vibrante della corda, la si preme con un dito sopra un terzo ponticello C che si sposta a piacere lungo il sonometro; e la lunghezza della parte vibrante si legge su una scala metrica, disposta lungo la corda.
D
Fig. 176.
Vediamo ora come con tale strumento si possa fare la misura in discorso: troviamo la lunghezza l della corda che sia all'unisono con un suono di cui è noto il numero delle vibrazioni, p. es. con un corista di 128 vibrazioni complete (e?o2). Ciò posto, per conoscere il numero n delle oscillazioni di un altro suono, faremo scorrere il cavalletto C fino a trovare la lunghezza V della corda che vibrando riproduca esattamente questo suono.
In base alla legge suddetta che il numero delle vibrazioni della corda è in ragione inversa della sua lunghezza, si ha:
l : V = n : 128
da cui :
128.1