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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Tifone
   1971
   pel freddo animale, il modo tenuto dal Poeta, Poste in figura del freddo animale, significherebbe a rigore, che le gemme delle quali riluceva la fronte dell'Aurora, che stava descrivendo, esano stelle disposte a forma di scorpione, o formanti un insieme di lucidi punti, da ritrarre la figura dello Scorpione. Ora, lasciando stare che sarebbe poco gentile l'immagine, che ci facesse vedere una tale disposizione di gemme sulla fronte di leggiadra donna, quali sarebbero mai queste stelle? Probabilmente non si rinverrebbero, perchè la costellazione omonima presenta tutt'altro che quella figura, essendo noto in generale che pochissime sono le costellazioni che rassomigliano alla cosa di cui portano il nome. - Coloro che nella concubina di Titone vedono l'aurora solare, dicono perlopiù che pel freddo animale si debba intendere la costellazione dei Pesci. Così in parte già Posa Morando, e poi Ces., Ponta, Frat., Greg, Bennass., Mossotti, Camer., Frances., v. Hoffing., Della Valle, ecc. Il Cesari, dopo aver esposte le ragioni che lo indussero ad accettare tale esposizione esclama: «Io non so al tutto comprendere, come tanta evidenza di ragione e di verità non fosse veduta da tutti, e si potesse pensarne e crederne altro. » Evidenza di ragione e di verità? Dio buono, le sono parole! Lasciamo stare se i pesci, d'origine mitologicamente sacra, come ci narra Ovidio, possano chiamarsi animali freddi; ma, osserva il Costa, se il pesce flagella talvolta il pescatore che lo afferra, questa azione non è sì propria del pesce che lo differenzi da altri animali di sangue freddo; perciocché il serpente pure percuote con la coda gli uomini e per offenderli; lo che non fa il pesce, che solo intende a liberarsi dalle branche di chi lo stringe. Si noti ancora che il Poeta col dire che quell'animale percote la gente pare che ci voglia far intendere che ei parla di tale che abita fra la gente, e non nel fondo dell'acque. Inoltre àvvi ancora un argomento contro questa interpretazione, che solo basta a rovesciarla. I pesci della costellazione zodiacale cui danno il nome sono due, e Dante non parla che di un solo animale! Dante è troppo esatto nelle sue espressioni da poter dar luogo all' opinione che egli abbia voluto descrivere i Pesci colle parole: il freddo animale. L'opinione poi di Fortunato Lanci, che pel freddo animale si debba intendere la balena basta citarla come semplice curiosità. Insomma nessuna delle esposizioni comuni ci presenta un'immagine degna di Dante, nessuna può soddisfare chi desidera penetrare nel vero concetto del Poeta.
   § 15. I passi con che la notte sale. Iacopo della Lana chiosa: « E la notte de'passi, cioè de'termini, che si considera che sono le ore. » Che pei passi siano da intendere le ore è pure opinione dell' Ott., Falso Bocc., Benv., Buti, Land., Dolce, Dan.,