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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   I960
   tere replica di sorte. Il canonico Dionisi nel quarto dei suoi Aneddoti si contentò di tradurre la chiosa del Perazzini, senza aggiungervi nulla di proprio; il Cesari dopo aver esposta a modo suo la stessa sentenza esclama: « La cosa mi par chiarita per forma, che il pensarne altro già mi comincia a parere poco lontano dalla pazzia. » Il Della Valle, ultimo fra i propugnatori di questa interpretazione, fa le seguenti riflessioni: « Se Dante, scrivendo questo canto ci dice, che sorgeva l'Aurora, e che nel Purgatorio, dov'egli si trovava, erano ormai tre ore di notte, e perchè vorrete credere che quest'aurora nasca al Purgatorio, e non all'altro emisfero? 11 discorso di lui non regge egualmente bene, tanto se riportate l'aurora al Purgatorio, quanto se la riportate all'emisfero contrario? Il discorso ha due incisi distinti; in uno si parla di un fatto, nell'altro di un altro fatto. Qui dunque non vediamo più ragione per una parte che per l'altra. E siccome per l'una delle due parti il senso ne nasce, non riesce intelligibile, ed è assurdo anzi che nò, così dev'essere vero, che Dante parla dell'aurora, che nasceva nell'emisfero opposto al Purgatorio, cioè nel nostro. Anzi, io soggiungerò, vi ha ragione assai più, prescindendo anche dall'assurdità, che ne deriva, per istabilire questa seconda chiosa. Imperocché supponete, che nel Purgatorio, dove si pretende l'aurora, fosse ormai passato il tempo della terza vigilia, o del terzo notturno, come vogliono alcuni, o che la Libra, dov'era la Notte, fosse vicina all'orizzonte occidentale, come vuole il Mossotti, non fareste voi ripetere a Dante con questo secondo fatto la stessa idea di prima, cioè l'idea del tempo, ch'egli ha già significato col dire, che nasceva l'aurora? Se mi dite, eh'è l'aurora in un luogo, e poi mi aggiungete, che ivi è l'ora, in cui sappiamo, che vi sorge, non mi ripetete voi inutilmente la stessa cosa di prima, sebbene in diverso modo? E dunque manifesto, che quest'aurora di Dante non nasceva al Purgatorio? »
   § 12. Critica. Se non si potesse scegliere che fra le tre interpretazioni sin'ora esposte, non vuoisi negare che quest'ultima meriterebbe la preferenza. In fatti gli argomenti addotti in sostegno della stessa, sono tanto più attraenti ed abbaglianti, inquanto hanno l'apparenza di fondarsi sulle parole di Dante medesimo. Nondimeno essi sono ben lungi dal persuadere chi considera la cosa un po' più a fondo. Ben è vero che Dante accenna alle volte al divario fra il nostro e l'emisfero opposto. Ma appunto questo fatto, ben lungi dal parlare in prò del Perazzini e dei suoi seguaci, prova invece l'inammissibilità della loro interpretazione. Si percorrano i passi sopra citati e si vedrà subito quanto essi differiscano dal presente. Ovunque altrove il Poeta introduce una antitesi ei lo fa in termini così chiari e precisi, da escludere qualsiasi