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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1962
   Titone
   non fondarono, come fece egli, la loro interpretazione sulla ipotesi che i passi con che la notte sale siano le sei costellazioni che nella notte salgono e discendono sulla volta celeste, si curarono di addurre argomenti positivi in favore della loro sentenza. Anche le ragioni di questa classe di interpreti sono essenzialmente di genere negativo, e consistono nello sforzarsi a dimostrare che il Poeta non puņ avere inteso dell'aurora solare al nostro emisfero, nč tampoco dell'aurora lunare all'emisfero del Purgatorio. Dalle lunghe dissertazioni di Posa Morando e del conte Perticari non ci č riuscito di raccapezzare un solo argomento positivo per comprovare la loro opinione. Il loro pił forte argomento sembra essere questo, che ammettendo che il Poeta parli qui di un'ora serale al Purgatorio dov'egli era, ne seguirebbe l'inevitabile conseguenza che il sonno di Dante durņ circa dieci ore, e ciņ sembra troppo a questi interpreti. Dopo aver enumerati tutti gli eventi di quella sera, accennati da Dante, il Barlow continua: « Dante has a very important con-versation with the soul of Currado Malaspina, the father(?) of one of bis most devoted friends. Surely there are incidents enough here to keep the Poet awake far on towards the following morning, bnt, according to the lunar theory, he falls asleep almost as soon as he joins this good company, and sleeps on for twelve hours, thus being made to show a strange indifference for their edifying society, and an utter disregard to the value of time of which there was none to spare. Dante, on the contrary, excuses himself for the short nap he did take. He had endeavoured to keep awake the whole time, but vinto dal sonno, his mortai part, quel d'Adamo, yielded to the infiuence of sleep just as the third watch of the night was passing away, and the stars of Scorpio shone out like a resplendent crown on the rising front of the faintly visible aurora. Not long did Dante sleep, for presso alla mattina the vision occurs in wich he is wrapt to the circle of fire. »
   § 9. Critica della medesima. Non vuoisi negare che questa interpretazione a prima vista sembra aver due vantaggi di non lieve momento. Essa prende l'aurora nel senso in cui la presero tutti gli altri poeti, nč si vede costretta a creare arbitrariamente una seconda aurora assolutamente ignota alla mitologia, nč di regalare a Titone una concubina della cui esistenza nessuno sino a Dante seppe mai la menoma cosa. In secondo luogo essa ha il vantaggio di abbreviare di molte ore il sonno del Poeta, che pare proprio troppo lungo se durņ oltre dieci ore. Ma prima di tutto vuoisi osservare che l'interpretazione sta e cade coli'ipotesi i passi con che la notte sale essere o le vigilie, oppure le sei costellazioni. Se tale ipotesi sia o no ammissibile lo vedremo al § 15. Oltre a ciņ gravi