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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1960
Titone
interpretazione, riservando altri argomenti decisivi contra quella or' ora pertrattata al § 13, perchè colpiscono tutte insieme le interpretazioni passate in costume.
§ 7. La concubina di Titone è l'aurora solare al Purgatorio. Questa è, riguardo all' antichità, la seconda interpretazione del famoso passo dantesco. Le prime vestigia di essa ci venne fatto rinvenirle presso Benv. (cfr. § 4). Ma mentre l'Imolese la rigetta come falsa, e il Buti e il Land, continuano a stare alla vecchia, il Vellut. si fece campione della nuova, la quale fu pure accettata e difesa da Volpi., Bosa Morando, Lomb., Pogg., Biag., Perticari, Tom., Mossotti, Emil. Giud., Frat., v. Hoffing., Barlow, ecc. Stando adunque alla loro sentenza, il Poeta vuol dire che là dov'era, cioè nel mezzo dell'altro emisferio stava per sorgere l'aurora. « Ma non era ancor sorta, » dice il Perticari, « nè s'era indorata al balzo d'oriente: anzi nè pure s'era imbiancata, ma s'imbiancava. E poni ben mente a questo tempo imperfetto, per cui l'azione ancor pende. » Dunque l'aurora cominciava appena a spuntar fuori dall'oriente nell'altro emisferio, oppure, come si esprime il Tom., « s'imbiancava appena il balzo, il lembo d'Oriente: la notte cedeva, ma non ci si vedeva bene per anco. » I più recenti fautori di tale sentenza seguono in generale 1' astronomo Fabrizio Mossotti, il quale scrive: « La divisione del cielo in dodici parti è antica. Il zodiaco fu diviso in dodici costellazioni: gli astrologi dei bassi tempi dividevano l'emisfero che sta sull'orizzonte e quello che giace al disotto ciascuno in sei parti per mezzo di sei circoli massimi che s'intersecavano sotto angoli eguali nei punti cardinali opposti di settentrione e di mezzodì. Le dodici lunule uguali, in che la volta celeste veniva così divisa, si chiamavano nel linguaggio astrologico case; e queste si contavano numericamente partendo dalla parte orientale dell'orizzonte, discendendo per l'emisfero sottoposto, e rimontando poscia dalla parte occidentale, ritornando poi infine per l'emisfero superiore all'oriente. In questo modo le case contenevano le costellazioni, che durante la rivoluzione diurna venivano in ordine successivo a spuntare sull' orizzonte del luogo.... Ciò posto, figuratevi ora di trovarvi a contemplare la volta celeste sulla sera del 7 all'8 aprile del 1300, nell'istante appresso in cui il sole è tramontato dal punto occidentale dell'orizzonte, e la notte viene spuntando dal luogo orientale diametralmente opposto. La costellazione dell'ariete tramonta col sole; quella della libra sorge colla notte. Si immagini inoltre la volta celeste, che c' è davanti, e che s'appoggia sull'orizzonte, divisa dai suoi circoli massimi in sei parti o lunule uguali: il meridiano sarà nel mezzo: tre lunule o case saranno all' oriente del medesimo, e tre case staranno al suo