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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Tifone
   1957
   anche VAn. Fior, vuole che Dante abbia qui parlato dell'aurora della luna, ma scrive chiaramente questa aurora lunare concubina di Titone essere propria invenzione del Poeta. Con questi antichi stanno pure i commentatori seguenti : Postili. Cass., Petr. Dant., Falso Bocc., Benv., Buti, Land., Dan., Mazzoni, Vent., P. di Costanzo, De Bomanis, Portir., Costa, Wagn., Br. B., Brunetti, Antonelli (sino al 1871), Camer., Kanneg., Filai., Kop.,Bl., Witte, Eitn., Krigar, Notter, Longf., v. Mijnd., ecc. Delle chiose di questi interpreti citeremo soltanto quelle che per un verso o per 1' altro ci sembrano interessanti. Benv.: « Dante incomincia questo canto dicendo tal cosa che non fu mai detta od immaginata da altro poeta, cioè che 1' aurora della luna sia la concubina di Titone. Eitennero alcuni, che intendesse 1' aurora del sole, ma ciò non può stare se bene si esamini il testo. Avendo il poeta trovato, che si era data l'aurora del sole in moglie a Titone, egli volle dargli un' amica, 1' aurora della luna. Vuol esprimere eh' era la terz' ora della prima notte, giacché sorgeva 1' aurora della luna concubina di Titone. » Land.: « È questa nuova fittione ; perchè gli altri Poeti non porgono mai l'aurora, se non per quello albore che apparisce in oriente innanzi al nascimento del sole. » Mazzoni: « Dante finge che l'Aurora, che va innanzi alla Luna sia la Concubina di Titone, poiché per commun consenso di tutti gli altri Poeti, l'Aurora del Sole gli era stata data per moglie. In che egli senza dubbio parlò secondo l'uso degli uomini incontinenti, i quali non contenti delle nozze legittime, vogliono ancore le concubine per isfogare la lor sfrenata concupiscenza. 0 pure possiamo dire, che egli, parlando d'una Deità gentile, avesse l'occhio all'uso dei Gentili, nella legge de'quali fu lecito oltra la legittima moglie avere ancora una concubina. »
   § 5. Ragioni addotte in sostegno di tale interpretazione. L' argomento principale e fin' ora più forte di cui si servirono i propugnatori dell'opinione or'ora esposta consiste nel dimostrare l'impossibilità che Dante abbia potuto parlare di altro tempo che della sera, e conseguentemente di altra aurora che della lunare. Ma il comprovare la falsità delle opinioni altrui non vuol sempre dire che la propria sia la vera. Astrazion facendo dagli argomenti negativi, che verranno citati nei paragrafi seguenti, udiamo per ora soltanto gli argomenti positivi che sembrano comprovare l'interpretazione sopradetta. La luna, dicono i loro difensori, nella primavera del 1300, cioè nell' epoca della visione e nel giorno di cui Dante qui intende parlare, si presentò all'orizzonte degli antipodi a Gerusalemme tre ora circa dopo il tramontare del sole preceduta dal segno dello scorpione. Ecco dunque un fatto che dai versi del