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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Tifone
1955
torno al freddo animale, ai passi fatti dalla notte ecc., non sono che di importanza secondaria e resultano immediatamente dalle diverse interpretazioni della concubina. Astrazion facendo dagli studi particolari dell'Antonelli e dal nostro commento, tutti quanti i commentatori antichi e moderni, nostrani e stranieri, non eccettuatone un solo, credettero che la concubina di Titone fosse l'Aurora, e il suo dolce amico ossia Titone antico il personaggio mitologico, figlio di Laomedonte e marito dell'Aurora. Ma mentre gli uni riferiscono l'Aurora al Purgatorio, dov' era Dante, altri (dal Perazzini in poi) la riferiscono all'emisfero opposto. Primo punto di controversia fra i commentatori si è dunque : Sorgeva l'Aurora di cui si vuole che Dante parli nel nostro emisfero oppure nel-1' emisfero del Purgatorio ? - Nè coloro che riferiscono l'Aurora al Purgatorio vanno d' accordo tra di loro, giacché mentre gli uni vogliono che si denoti qui l'aurora del Sole, gli altri pretendono invece che si tratti dell'aurora della Luna. Stando ai primi Dante vuol descrivere la mattina, stando ai secondi ei descrive invece la sera. Dunque un secondo punto di controversia: Parla Dante dell'Aurora solare, oppure di una Aurora lunare? - Dalle diverse opinioni su questi due punti ne risultano interpretazioni diverse del freddo animale, che secondo alcuni è lo scorpione, secondo altri il pesce (la costellazione dei Pesci), e secondo altri la balena. Terzo punto di controversia: Quale è il freddo animale in figura del quale erano poste le gemme di cui la fronte della concubina di Titone era lucente? - I passi con che la notte sale, credettero alcuni essere le dodici ore (dodici perchè tante ne ha la notte negli equinozii), altri crederono che fossero le quattro vigilie, ed altri le sei costellazioni, che nella notte salgono e discendono sulla volta celeste. Quarto punto di controversia: Cosa intese Dante per i passi con che la notte sale? In questi quattro punti si contiene essenzialmente quanto ha dato materia a studi, investigazioni e dispute fra i cultori del gran Padre Alighieri; tutte le altre lievi differenze fra i diversi interpreti non sono che di importanza secondaria, e possiamo passarle in buona coscienza sotto silenzio.
§ 3. Il mito di Titone. Prima di procedere oltre sarà bene gettare un rapido sguardo al mito, che è il fondamento di tutte le interpretazioni ovvie del passo dantesco. Trattandosi di una favola generalmente nota basteranno poche parole. Titone (Tithonus) fu figlio di Laomedonte, fratello di Priamo re di Troja (altri lo dicono fratello di Laomedonte; cfr. Serv. ad Virg. Georg, i, 447; iii, 48). Aurora, la vaga dea del mattino, innamoratasi del giovine Titone lo rapì e condusselo seco nell'Etiopia. Titone le divenne marito (cfr. Hom. II. xx, 237. Hymm. in Yen. ni, 219-238. Hesiod.