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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Titolo del Poema dantesco
   1951
   titiam sciendum est, quod comcedia dicitur a comos idest villa, et oda quod est cantus, unde comcedia quasi villanus cantus. Et est comcedia genas quoddam poetica narrationis, ab omnibus aliis differens. Differt ergo a tragoedia in materia per hoc, quod tragoe-dia in principio est admirabilis et quieta, in fine sive exitu est fcetida et liorribilis, et dicitur propter hoc a tragos quod est hir-cus, et oda, quasi cantus hircinus, id est foetidus ad modum hirci, ut patet per Senecam in suis Tragoediis. Comoedia vero inchoat asperitatem alicujus rei, sed ejus materia prospere terminatur, ut patet per Terentium in suis Comcediis. Et hinc consueverunt dic-tatores quidam in suis salutationibus dicere loco salutis tragicum principium, et comicum finem. Similiter differunt in modo lo-quendi: elate et sublime tragoedia; comcedia vero remisse et humi-liter; sicut vult Horatius in sua Poetica, ubi licentiat aliquando comicos ut tragcedos loqui, et sic e converso :
   Interdum tamen et vocem comcedise tollit,
   Iratusque Chremes tumido delitigat ore ;
   Et tragicus plerumque dolet sermone pedestri.
   Et per hoc patet, quod Comcedia dicitur prsesens opus. Nam si ad materiam respiciamus, a principio horribilis et fcetida est, quia Infernus; in fine prospera, desiderabilis et grata, quia Paradisus. Si ad modum loquendi, remissus est modus et humilis, quia lo-quutico vulgaris, in qua et mulierculas communicant. » Anche data (non concessa) l'apocrifità dell'Epistola a Can Grande, abbiamo in queste parole la più antica e la più giusta spiegazione dei motivi che indussero Dante ad intitolare Commedia il suo Poema. Chè « Nel medio evo il tragico, il comico e 1' elegiaco non accennavano al genere letterario, come nell' antichità, bensì alla natura dei soggetti trattati. Un soggetto o un personaggio eroico, come Achille, Enea, ecc., comunque trattato, sia in un dramma, sia in un poema epico, sia in una lirica, era soggetto o personaggio essenzialmente tragico, e tragico il lavoro che lo trattasse. Perciò Enea era l'alta tragedia (Inf. xx, 113). Ogni soggetto poi, che avesse lieto fine, era commedia; » D'Ovidio, Saggi critici, Napoli, 1878, p. 354 nt. Al semplice titolo di Commedia 1' ammirazione dei posteri aggiunse l'epiteto divino, epiteto che appare per la prima volta sul frontespizio dell'esposizione del Dolce (Venezia, Giolito, 1555), dopo che il Landino nella ediz. fiorentina del 1481 ebbe chiamato divino non il Poema, ma lo stesso poeta. Questo epiteto è rimasto al Poema sacro sino al giorno d'oggi e gli rimarrà senza dubbio anche nei secoli venturi. Però non vi mancò chi volle dare a questo Poema un altro titolo. Nel Seicento lo si
   124. — Enciclopedia dantesca.