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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1950
Tisbe-Titolo del Poema dantesco
Tisbe, lat. Thisbe, Nome di una giovinetta babilonese, amante di Piramo, contro il volere dei genitori. I due amanti si dettero un convegno sotto un gelso presso la tomba di Nino. Tisbe vi arrivò la prima, ma un leone la costrinse a fuggire e ne insanguinò il velo cadutole, fuggendo, dal capo. Arrivato Piramo e vedendo le tracce della belva e l'insanguinato velo, credendo lacerata e divorata l'amante, si ferì mortalmente. Ritornata al luogo del convegno, Tisbe trovò Piramo moribondo in terra, lo chiamò per nome, pregandolo di rispondere alla sua Tisbe, ed al nome di Tisbe il moribondo riaperse gli occhi, riguardò un momento la diletta amante, quindi spirò. Tisbe si uccise accanto all'amante. Per compassione il gelso mutò in vermigli i bianchi suoi frutti; cfr. Ovid., Met. iv, 55-166. Nominato Purg. xxvil, 37.
Tisrin (Tisirin, Tismin, ebr. Nome del primo mese
dell'anno Siro-greco; Vit. N. xxx, 4.
Titan, gr. Ttxctv, il Sole; Purg. ix, 1; cfr. Concubina e Titone.
Titil'O, lat. Tityrus, Nome col quale Dante adombra sè stesso Eclog. i, 6, 24, 46; li, 7, 12, 25, 29, 44, 45, 64, 88. Eclog. Besp. 11, 26, 72, 87, 95.
Tito, Flavius Vespasianus Titus, imperatore Romano, figlio dell'imperatore Vespasiano, nacque il 30 decembre dell'anno 41 dell'era volgare e regnò dall'anno 79-81. È ricordato qual distruttore di Gerusalemme; Purg. xxi, 82. Par. vi, 92.
Tito liivio, cfr. Livio.
Titolo, lat. titulus, Nome generico, significativo di dignità, grado, ufficio, onore, e per Denominazione, Cognome e sim. Inf. xxxiii, 23. Purg. xix, 102 nel qual luogo vuol dire che i Fieschi, denominandosi Conti di Lavagna, avevano dal fiume 1' appellativo della lor nobiltà, che è la cima, o il perfezionamento fatto al cognome della famiglia. Confr. Blanc, Versuch, u, 71, e 1' articolo Cima, § 9.
Titolo del Poema dantesco. Dante intitolò il massimo suo Poema semplicemente Commedia ; e semplicemente Commedia, ovvero il Dante, lo si chiamò ancora lungo tempo dopo la sua morte. La ragione di questo titolo si ha nella problematica Epistola a Can Grande della Scala, § 10 : « Libri titulus est: Incipit Comcedia Dantis Allagherà, fiorentini natione, non moribus. Ad cujus no-