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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Testimonio-Testo delle opere di Dante 1943
Testimonio, e Testimone, lat. testimonium : 1. Quegli che fa, o può fare testimonianza, Quegli che è presente ad alcuna cosa; Inf. xxx, 113; Purg. xxviii, 45. - 2. Per Testimonianza; Inf. xviii, 62. Purg. xiv, 120. Par. xvn, 54; xxix, 122.
Testo, dal lat. testa, testus, testum, Vaso di terra cotta, dove si pongon le piante. In questo senso non è dell'uso fior., ma sì di altri luoghi tose. Detto per simil. Par. xxvii, 118.
Testo, dal lat. textus : 1. Libro considerato nella sua contenenza e nella lezione in esso seguitata; Purg. vi, 29. Conv. in, 13, 23. - 2. Fig. Predizione ; Inf. xv, 89, dove per altro testo intende le parole udite da Ciacco; Inf. vi, 64 e seg. e da Farinata degli Uberti, Inf. x, 79 e seg.
Testo delle opere di Dante, Chiunque legge e studia le opere del sommo Poeta desidera naturalmente di averle sott'oc-chio precisamente come le dettò lui medesimo, senza i cambiamenti, le corruzioni e le pretese correzioni che nel corso dei secoli vi furono introdotte parte dall'ignoranza, parte dalla saccenteria. Ciò sarebbe cosa assai facile se avessimo gli autografi del Poeta o almeno un apografo da lui approvato. Ma un tale autografo o apografo non si conosce ancora dalla morte del Poeta in qua e probabilmente non si scoprirà nè conoscerà mai anche nei tempi venturi. Quindi i lavori più o meno diligenti per istabilire quale sia, in migliaia di luoghi delle opere del Sommo Vate il testo genuino, la lezione uscita dalla sua propria penna; quindi le interminabili discussioni e contese sulle lezioni da ritenersi genuine nei tanti singoli luoghi, specialmente della Div. Com.; quindi una sterminata letteratura, volumi, opuscoli, articoli di giornali, discorsi accademici, lezioni, dissertazioni, ecc., sul testo delle opere di Dante, specialmente sopra la lezione di centinaia e migliaia di passi delle opere di Dante, principalmente del Poema Sacro. Il valore e l'importanza di questa biblioteca così detta critica è peraltro assai problematico. Finché ci mancano e l'autografo del Poeta e l'apografo da lui approvato soltanto la superba ignoranza sarebbe capace di avanzare la pretesa di avere stabilito definitivamente quale sia in parecchie centinaja di luoghi la vera lezione sortita dalla penna dello stesso Poeta, e quale la lezione erronea, la cui origine risale non già al Poeta stesso, ma all' ignoranza e forse più ancora alla saccenteria di amanuensi e di sedicenti Dantisti. Già un po' vecchio è il tentativo di ricostruire il testo della Div. Com. e presentarlo come definitivo. Ma tutti questi tentativi andarono falliti. Per tacere di altri, la Crusca ebbe fieri avversari ed il Witte ebbe av-