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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   Tergo - Terra 1935
   Adelphoe (gli Adelfi). Cfr. Bkrnhardy, Grundr. der ròm. Lit., p. 423-428. Teuffei,, Gesch. der ròm. Lit., p. 165-175. Nencini, De Ter. ejusque fontibus, Livorno, 1891. È ricordato come coabitatore del Limbo, Purg. xxii, 97, sul qual luogo cfr. amico, § 3.
   Tergo, plur. Terghi, lat. tergum e tergus, La parte posteriore dell'uomo o dell'animale, Opposta al petto; Dorso; Purg. xxvi, 66.
   Terminare, lat. terminare, Propr. Porre termini, cioè Segnare i confini tra l'una possessione e l'altra, tra un paese e l'altro. 1. Ass. per Aver confine, Non estendersi più oltre di un dato termine; Inf. i, 14.- 2. Per Spiegare, Difiinire; Par. xxiv, 48. -3. Per simil. Giungere al confine o termine ultimo di cosa o d'atto; Par. vili, 87; xxx, 36. - 4. E per Compire, Compiere; Par. xxvm, 105; xxxi, 65. - 5. Terminonno, per Terminarono; Par. xxvm, 105, desinenza biasimata altrove da Dante come Pisana; Vulg. El.l, 13, 17. Cfr. Nannuc., Verbi, 197 e seg. D'Ovidio, Saggi critici, Nap., 1879, p. 403. Ejusd., Archiv. Glottolog. n, 104.
   Termine, lat. terminus, gr. xépjia, Confine, Limite. 1. Limite o Confine d'un paese, d'una contrada, ecc., Inf. ix, 114. Purg. i, 114; xiv, 94.- 2. Fig. Limite prescritto ad atti, o ragionamenti, ecc., ed anche Limite di ciò che è giusto, ragionevole, conveniente; Vit. N. x, 5. - 3. Per La fine; Par. n, 86; xvi, 78;xxxi, 15.-4. E per Limite al potere; Par. vii, 97. - 5. E perchè la cosa, giunta al suo limite, tocca quasi il confine postole dalla natura o dagli uomini, oltre al quale non deve o non può spingersi innanzi, perciò Termine prese senso di Fine; Purg. xx, 39.- 6. Senza termine, per Eternamente; Par. xv, 10. - 7. Per Fine o Intenzione che altri si prefigga, od Oggetto a che s'indirizzi nell'operare; detto della Vergine; Par. xxxiii, 3.
   Ternaro, lat. ternarius, Aggiunto di Numero e vale Composto di tre cose insieme. Detto dei tre cori dei quali, secondo Dionisio Areopagita è composta la gerarchia degli angeli; Par. xxvm, 105, 115. Cfr. Thom. AQ., Sum. th., P. i, qu. 108, art. 2.
   Terra, lat. terra, Il nostro pianeta; Il globo terraqueo. Questa voce occorre naturalmente nelle opere di Dante quasi in ogni pagina; nella Div. Com. essa è adoperata 141 volta, cioè 55 volte nell 'Inf., 46 nel Purg. e 40 nel Par. Oltre al signif. propr.: 1. Terra, personificata secondo le favole; Inf. xxxi, 121. Purg. xix, 3 (qui senz'artic.), xxix, 119. - 2. Per rispetto al cielo; Il mondo e le cose del mondo; Purg. xiv, 150, Par. i, 135, dove per terra intende le
   123. — Enciclopedia dantesca.