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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   1934
   Teologo - Terenzio
   ridicola questione, se la teologia di Dante fosse quella della Chiesa di Roma, oppure se Dante non fosse piuttosto un sommo precursore dei Riformatori cfr. l'art. Ortodossia di Dante. Tra i numerevoli lavori sulla teologia dantesca in generale, ed in particolare della Div. Com., citiamo i più importanti: P. Paganini, La teologia di Dante, nel voi. Dante e il suo secolo, p. 115-134. A. Fischer, Die Theologie der Div. Com., Mon., 1857. F. Piper, Dante und seine Theologie, neWEvangelischer Kalender, Beri., 1865, p. 17-82. F. Hettinger, Die Theologie der Gòttlichen Komòdie des Dante Alighieri in ihren Grundzùgen dargestellt, Colonia, 1879. Ristampato nel suo volume : Die Gòttliche Komòdie des Dante Alighieri nach ihrem wesentlichen Inhalt und Charalcter dargestellt, Friburgo, 1880, p. 331-510; 2a ed , ibid., 1889, p. 357-538. Ejusd. De Theologice speculativa ac mysticce connubio in Dantis prcesertim triologia, Wirceburgi, 1882. Ferrazzi, Man. n, 202-226; iv, 102-104: v, 46 e seg., 856 e seg.
   Teologo, lat. theologus, dal gr. -frsoÀÓYOs, Professore di teologia, Scrittore di opere teologiche; Conv. ir, 1, 28. Mon. 3, 3, 7. I teologi sono pure detti Religiosi; Conv. il, 13, 36; in, 11, 79. Cfr. Religiosi.
   Tepere, lat. tepere, Esser tiepido, Essere di caldezza temperata; Par. xxix, 141.
   Tepidezza, Tiepidezza, lat. tepiditas, L'essere di caldezza temperata; e fig. per Pigrizia; Purg. xviii, 108; xxii, 92.
   Terenzio, Publius Terentius Afer celebre poeta comico latino nato a Cartagine, verso il 190 a. Cr., venne giovine a Roma, dove fu schiavo del senatore Terenzio Lucano che, maravigliato del suo ingegno, lo fece istruire come libero, e lo rese poi alla libertà, dandogli il suo nome. Ebbe dimestichezza coi più grandi personaggi, tra cui Lelio o Scipione Africano, il che diede occasione alla favola che le commedie di Terenzio fossero roba di Scipione. Dopo aver fatto rappresentare le sue commedie Terenzio si recò da Roma nella Grecia, per continuarvi i suoi studii e perfezionarsi nell'arte; ma da questo viaggio non fece più ritorno, essendo morto, chi dice sul mare, chi in Arcadia, chi altrove (cfr. Suetonii vita Ter. emend. et illustr. n. Fritsch, Bonn, 1825) nel 159 o 158 a. Cr. Gli sopravvisse una figliuola che andò sposa ad un cavaliere romano. Si hanno di lui sei commedie: Andria (La fanciulla di Andro), Hautontimorumenos (il Punitore di sè stesso), Eunu-clius (l'Eunuco), Hecyra (la Suocera), Phormio (il Formione),