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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Tenzone - Teologia (li Dante
   1938
   eh' ei si parte dall' uomo il lume di Dio, ei comincia a dubitare e a perdere la fermezza della speranza; e in quanto a Virgilio, eh' ei si debbe sempre cercare con ogni studio di scoprire i modi, con i quali il demonio cerca d'ingannarci. »
   Tenzone, prov. tenson, frane, ant. tengon, Contrasto, Qui-stione, Combattimento, e per lo più di parole; Inf. vi, 64. Purg. x, 117, dove vuol dire: I miei occhi dubitarono se quelli fossero forme umane, perchè il dubbio è pugna della mente seco stessa.
   Teodìa, dal gr. ftecs = Dio, e ydr] — canto, Canto in lode di Dio; Par. xxv, 73.
   Teologia, lat. theologia, dal gr. &eo\oyLrx, Scienza che tratta i segreti misteri di Dio, le leggi e culti divini, la natura angelica con tutte le sostanze astratte, per speculazione e per dottrina. Dante la chiama semplicemente Scienza divina, Conv. ri, 14, 47, e ne esalta la sublimità e le perfezioni; Conv. li, 15, 125 e seg.
   Teologia di Dante. 11 celebre epitaffio fatto dal poeta Giovanni del Virgilio Bolognese per il sepolcro di Dante, incomincia: « Theologus Dantes, nullius dogmatis expers. » Infatti Dante è il primo poeta fra i Teologi, è il massimo teologo tra i sommi poeti. Tutto teologico è il concetto fondamentale del Poema sacro. I punti essenziali della teologia cristiana, come pure le più importanti questioni del secolo, sono svolte nel suo poema. Un compendio della teologia dantesca (opera ancora da farsi) esigerebbe tutto un volume. Ma la scienza teologica che domina il massimo Poema, come pure le altre opere di Dante, è quella universalmente accettata dalla Chiesa nel secol suo e non può nè vuole pretenderla ad originalità. Dante è un discepolo della Scuola degli Scolastici; discepolo non maestro in teologia. I suoi maestri sono gli Scolastici, principalissimo tra essi Tommaso d'Aquino, di cui il nostro poeta fu discepolo fedelissimo, tanto fedele, che dall'un canto, attingendo esclusivamente alla Somma di S. Tommaso, si potrebbe fare un bel commento della Div. Com., e dall'altro canto sarebbe fatica gettata il voler comprendere il Poema dantesco senza conoscere il massimo lavoro dell'Aquinate. Altri suoi maestri in teologia furono coloro che gli vennero mostrati da Bonaventura nel quarto cielo (Par. xii, 127 e seg.). Non si fa certamente torto al gran Poeta affermando semplicemente, che, concernente la teologia, Dante non è in sostanza che discepolo, ma discepolo fedelissimo ed acutissimo degli Scolastici e non di rado anche dei teologi mistici del Medio evo. Concernente la inutile e poco meno che