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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Talamone 1911
   speranza che sia guardia di tutto il suo contado, e per forza non posso essere preso. Or disse Sapia: tu troverai li miei parenti in Siena, dove sono quelli, che hanno fidanza in Talamone predetto. »
   - Ott.: « Questo è uno porto di mare, sopra lo quale è uno castello, nome Talamone, il quale è in Maremma, e per l'aere inferma più volte è abbandonato dagli abitanti. È il castello deruvinato a parte a parte; e perocché il porto è profondo, e sarebbe di grande utile, se fosse abitato da genti, li Sanesi v'hanno consumato molta moneta in rifarlo più volte, e mettervi abitanti; poco giova, perocché aere inferma non vi lascia multiplicare gente. » - Benv.: « Thala-mon est unum castellum senensium in Maritima, ubi senenses expen-derunt aliquando multum, et saepe fecerunt cavari portum cum magnis laboribus et expensis; sed perdebant operam, quia portus cito reple-batur, et propter corruptionem seris locus non est bene habitabilis; et tamen semper habebant in ore Thalamonem, et de ipso confabula-bantur; sed spes eorum erat vana. »- Buti: « Talomone è uno castello in sul mare dov' è lo porto chiamato lo porto a Talamone, et è de' Senesi ; nel qual porto li Senesi anno grande speranza, credendo per quello di venire grandi omini in mare, forsi come li Genovesi o li Veneziani; ma quello porto è poco usato, perchè non è in buono sito di mare, et è in fermo et è molto di lunge da Siena, sicché mercanzie non v'anno corso. » - Serrav.: « Thalamon est civitas in mariptima Senensi, et est portus Senensis: multam spem habuerunt ibi Senenses, quia dicitur quod ibi sunt maximi thesauri, quos multi Senensium crediderunt reperire, et nihil pro-fuit eis. » Seguendo il Buti e dimenticando che, secondo la finzione poetica, le parole contenute nei versi di Dante furono proferite sin dalla primavera del 1300, mentre i Sanesi non acquistarono il porto di Talamone che nell'autunno del 1303, i più si avvisano che Dante abbia voluto schernire i Sanesi come gente che, avendo acquistato quel porto, sognavano di salire al grado di una potenza marina. Così Land., Veli., Dan., Voi., Vent., Lomb., Port., Pogg., Biag., Costa, Tom., Br. B., Frat., Greg., Bennass., Filai., Bl., Witte, ecc.
   - Il fatto è, che in questi versi abbiamo poco più che motti e frizzi fiorentini. - Aquarone, Dante in Siena, 70 e seg.: « Lo Stato che in quella età non voleva essere assorbito, bisognava ampliasse i propri confini e si estendesse; e Siena ricinta a setrentrione dal dominio fiorentino, e a levante, sotto Montalcino, trovandosi sempre a dover lottare con i Fiorentini medesimi, non aveva davanti a sè ove si potesse ampliare se non le Maremme. Vi aveva, è vero, a combattere con i conti Aldobrandeschi, co'quali a lungo ha combattuto; ma le era pur venuto fatto di potervisi allargare malgrado la loro ostinata resistenza; e ne' mesi della dimora di Dante in Siena (?),