Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini
Pagina (735/1033) Pagina
Pagina (735/1033)
Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1903
morto 9 dì a guardare la sepoltura, acciò che li nimici non vi ve-gnino o di dì o di notte a mangiarvi suso la suppa; e però dice l'autore che la vendetta di Dio non à paura d'essere impedita per suppe, eli' ella pur verrà ad effetto. » - An. Fior.: « Solevasi anticamente, chi aveva fatto alcuno omicidio, acciò che non fosse vendetta, andare sopra la sepoltura dello ucciso, et mangiarvi suso una zuppa, dicendo et sperando che poi di tal morto non si farebbe vendetta; et per questa cagione i parenti del morto guardavono sopra la sepoltura nove dì continui e nove notti, acciò che questo non intervenisse. » - Serrav.: « Nota quod in Gretia quondam fuit una consuetudo talis, quod si quis interficiebat hominem, si interfector posset novem diebus prò quolibet comedere nnam suppam super sepulturam interfecti, non poterat fieri ultio de isto interfectore. Et aliqui volunt dicere, quod iam Florentie fuit consuetudo; quod tamen non inveni in aliquo loco authentico. » - Questa interpretazione, che in sostanza è quella di tutti quanti gli antichi, compresovi Land., Tal., Veli., ecc., ed anche del Bellarmino (Appendix ad libros de summo Pontifice, ecc. in De controversiis Cliristiance fidei adversus hujus temporis hcereticos. Colon. Agripp. 1615, Voi. il, pag. 371-385, cap. xvi), fu meritamente accettata dalla gran maggioranza dei commentatori successivi, dal Volpi e giù giù sino al Poletto, ed è senza dubbio la vera. Primo a scostarsene fu il Dan. il quale chiosa: « Non teme Suppe, cioè che i sacrificii che si fanno con l'hostia e col vino, non son bastanti a fare che la maestà di Dio,-s'astenga per essi, dalla vendetta, che ha destinato far contra quelli, che così male hanno la sua Chiesa trattata e trattano. » - Così pure Aroux, Ben., Com., ecc. (cfr. Com. Lips. ii, 774 e seg.). Altre interpretazioni sono del tutto inattendibili.
Supplicare, lat. supplicare, Pregare umilmente o a voce o per iscrittura. Costruito alla lat. con la prep. a dice più espressamente l'esteriore atto supplichevole, o almeno supplicazione più intensa e dimessa; Par. xv, 85; xxvi, 94; xxxm, 25.
Suprare, cfr. Soprare.
Supremo, lat. supremus, Quella cosa che è la più alta, Emi-nentissimo, Che è sopra ogn'altro nel suo genere, o nella sua specie; Purg. iv, 34; xv, 52. Par. xm, 74; xxiii, 108; xxvii, 36.
Surgere e Sorgere, lat. surgere, Uscir fuori, Levarsi. Verbo adoperato nella Div. Com. 39 volte: 8 nell'In/, (x, 52; Xlil, 100; xv, 75, 117; xxiv, 40; xxvi, 43, 53, 129), 18 volte nel Purg. (i, 9, 107; iv, 134; vi, 73; vili, 9; XVII, 34; XVIII, 71, 73; xix, 6, 35;
121. — Enciclopedia dantesca.