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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1890
Studii di Dante
Giov. Vili., storico, non vuol inventare, quindi tace. - Bocc.: « Dal principio della sua puerizia avendo già li primi elementi delle lettere impresi, non secondo i costumi de' nobili odierni si diede alle fanciullesche lascivie ed agli ozii, nel grembo della madre (già morta!) impigrendo, ma nella propria patria la sua puerizia con istudio continovo (in quale scuola ?) diede alle liberali arti, e in quelle mirabilmente divenne esperto. E crescendo insieme cogli anni 1' animo e lo ingegno, non a' lucrativi studi, a' quali generalmente corre oggi ciascuno, si dispose, ma ad una laudevole vaghezza di perpetua fama, sprezzando le transitorie ricchezze, liberamente si diede a voler avere piena notizia delle Azioni poetiche e dell'artificioso dimostramelo di quelle. Nel quale esercizio familiarissimo divenne di Virgilio, d'Orazio, d'Ovidio, di Stazio, e di ciascun altro poeta famoso; non solamente avendo caro il conoscerli ; ma ancora altamente cantando, s'ingegnò d' imitarli, come le sue opere mostrano (ma deduce dunque il Certaldese semplicemente dalle opere? E allora perchè raccontare così positivamente?).... E avvedendosi le poetiche opere non essere vane e semplici favole o maraviglie, come molti stolti estimano, ma sotto sè dolcissimi frutti di verità isto-riografe e filosofiche avea nascosti; per la qual cosa pienamente, sanza le istorie e la morale e naturale filosofia, le poetiche intenzioni avere non si poteano intere: partendo i tempi debitamente, le istorie da sè, e la filosofia sotto diversi dottori s'argomentò, non sanza lungo studio e affanno d'intendere. E preso dalla dolcezza del conoscere il vero delle cose racchiuse dal cielo, niun'altra più cura che questa trovandone in questa vita, lasciando del tutto ogni altra temporale sollecitudine, tutto a questa sola si diede. E acciò che niuna parte di filosofia non veduta da lui rimanesse, nelle profondità altissime della teologia con acuto ingegno si mise. Nè fu dalla intenzione l'effetto lontano, però che non curando nè caldi nè freddi, vigilie nè digiuni (cfr. Purg. xxix, 37 e seg.), nè alcuno altro corporale disagio, con assiduo studio pervenne a conoscere della divina essenzia e dell'altre separate intelligenzie, quello che per umano ingegno qui se ne può comprendere. E così come in varie etadi varie scienze furono da lui conosciute studiando, così in varii studii sotto varii dottori le comprese. - Egli gli primi inizii prese nella propria patria, e di quella, siccome a luogo più fertile di tal cibo, n'andò a Bologna; e già vicino alla sua vecchiezza n'andò a Parigi, dove con tanta gloria di sè, disputando più volte, mostrò l'altezza del suo ingegno, che ancora narrandosi, se ne maravigliano gli uditori. »-Un bel quadro, ma i colori sono tolti dalla fantasia ! - Filippo Villani riproduce essenzialmente il quadro, senza aggiungervi nulla del suo. - Leonardo Bruni: « Nella pueri-