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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Stucco-Studio
1887
riam incorruptibilem, quia voluit fieri similis altissimo. Nota etiam quod debuisset dicere stupro sine r in principio et cum r in fine, sed contrarium fecit, quia sic vulgariter profertur, et propter con-sonantiam Rhitmi. » - Buti: « Del superbo strupo, cioè del Lucifero superbo che commise strupo contro a Dio, volendosi assomigliare al Figliuolo di Dio. » - An. Fior. : « Chiamalo strupo, però che qualunque sforza una vergine è detto questo peccato strupo; così Lucifero volle sforzare e ledere la deità del cielo, la quale è incorrotta et immaculata. » - Serrciv. : « Dicitur stuprum quando corrumpitur virgo etc. ab alio quam a marito. Sic diaboli voluerunt corrumpere gloriam celestein, que ante nunquam fuerat violata. »- Barg.: « Propriamente strupo è peccato che si commette con fanciulla vergine, levandole il fiore della virginità sua ; onde per similitudine chiama qui strupo il peccato di Lucifero, il quale volle delibare ed usurparsi la inaccessibile gloria, et incomprensibile maestà divina. » - Land : « Strupo significa ogni concubito violento, et massime nella vergine; ma qui lo pone per la superbia violenta di Lucifero, la quale volle violare l'incorrotta divina luce; et pone strupo in luogo di stupro per cagione della rima. » - Così in sostanza quasi tutti i commentatori successivi^ Alcuni pochi si avvisano invece che strupo sia voce originata dal celtico e significhi truppa, esercito, adunanza d'uomini e simili, onde la frase dantesca avrebbe il senso, che Michele si vendicò non del solo Lucifero, ma di tutta la superba schiera degli angeli ribelli. E potrebbe stare. Ma dove c' è un solo altro esempio di strupo in tale significato?
Stucco, agg. Voce popolare toscana dell'uso, Ristucco, Stanco, Annojato; Inf. xvill, 126.
Studiare, lat. studere, Dare opera alle lettere o alle scienze.
1. Signif. propr. Par. ix, 135. Conv. ut, 11, 74, 79, e sovente. -
2. Per affrettare, Sollecitare, Avacciare; Conv. iv, 24, 36. - 3. Studiare a checchessia, vale Attendervi; Conv. i, 13, 32, 34. - 4. Studiare il passo, vale Affrettarlo; Purg. xxviii, 62. - 5. Studiare, per Ingegnarsi, Adoperarsi, Dare opera; Vit. N. xliii, 4.
Studio, lat. studium, Lo studiare. E Dante stesso definisce (Conv. li, 16, 63 e seg.): « Studio è applicazione dell'animo innamorato della cosa a quella cosa. » Ed altrove (Conv. ni, 12, 10 e seg.): « Studio si può doppiamente considerare. E uno studio, il quale mena l'uomo all'abito dell'arte e della scienza, e un altro studio, il quale nell'abito acquistato adopera, usando quello.» 1. Signif. propr. Inf. i, 83; e sovente, quasi ad ogni pagina, nel
120. — Enciclopedia dantesca.