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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1882
Strale - Strano, Stranio
Strale, dal ted. med. Strdl, ant. sass. Straeì (cfr. Diez, Wòrt. li3, 71 e seg.), Freccia, Saetta. 1. Signif. propr. Inf. xii, 77. Purg. xxxi, 55. - 2. Trasl. Inf. xxix, 44. Par. n, 55; xm, 105; xvii, 56.
Stralunare, Stravolgere in qua e in là gli occhi aperti il più che si può; Torcere gli occhi come i lunatici; Inf. xxii, 95. Caverni, Voci e Modi, 130: «, Stralunare gli occhi, significa Tenerli aperti in modo che (si) mostrino tondi e immobili come la luna. Stralunare uno, significa anche Osservarlo bene, ed ò antico derivante dall'astrologia e da coloro che per fare gli augurii osservavano intentamente la luna e i pianeti, de' quali parlando scrive facetamente il Sacchetti : E per certo così è, che tutti quelli che vanno tralunando, stando la notte su' tetti come le gatte, hanno tanto gli occhi al cielo che perdono la terra, essendo sempre poveri in canna. »
Stramba, gr. atpayyós, tortuoso, e axpspXcg; da axpéyo), che in alcuni tempi prende 1' A. atpacpéig, Fune o treccia fatta d'erba. E in Yal d'Ema chiamano strambe quelle vette di albero ritorte, da legare fascine o altro, dette perciò altrove ritortole; Inf. xix, 27.
Strame, dal lat. stramen, Ogni erba secca che si dà in cibo,
0 serve di letto al bestiame, come fieno o paglia; Inf. xv, 73. Par. x, 137, Il Vico degli strami, nominato in questo verso del Par., è la rue Fouarre della Paglia, presso alla piazza Maubert, a destra dell'Hotel-de-ville a Parigi. Quivi era l'Università, dove Si-gieri leggeva, mentre gli scolari sedevano sulla paglia. Cfr. Sigieri.
Straniare, da strano, stranio, Allontanare, Alienare. N. pass, per Divenire strano. E straniarsi, per Separarsi, Scostarsi da qualcuno, Riguardarlo come fosse straniero, o forestiero; Purg. xxxiii, 92.
Strano, Stranio, prov. estranh, spagn. estrano, francese étrange, dal latino extraneus: 1. Non congiunto di parentela, nè d'amistà. E per Che è appartenente, o riguarda nazione straniera, Forestiero, Straniero; Inf. xxii, 9. Conv. i, 11, 79. - 2. Per Nuovo, Inusitato, Stravagante, Insolito; Inf. ix, 63; xm, 15; xxxi, 30. -Nel luogo Inf. xm, 15 i commentatori non vanno d'accordo, se strani sia da riferirsi a lamenti, oppure ad alberi. Che i lamenti fossero strani il Poeta non dice; quanto strani fossero gli alberi descrive invece v. 4 e seg. Dunque strani si riferisce agli alberi.
1 più antichi commentatori (Bambgl, An. Sei., Iac. Dant., Dan., Ott., Petr. Dant., Cass, Falso Bocc., ecc.) tirano via. Bocc.: « Alberi strani, di quel bosco, i quali chiama strani, perciocché son