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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1874
   Stella
   Stella, lat. stella, Nome generico dato dagli antichi a tutti i corpi celesti luminosi, mentre ora più particolarmente si dà questo nome a que' corpi celesti che splendono di luce propria. La voce Stella occorre sovente nelle opere di Dante e con essa finisce, come tutti sanno, ognuna delle tre Cantiche. Nella Div. Com. questa voce è adoperata 54 volte, cioè 11 nell'In/, (i, 38; il, 55; in, 23; vii, 98; xv, 55; xvi, 83; xx, 50; xxii, 12; xxvi, 23, 127; xxxiv, 139), 13 nel Purg. (i, 23; vi, 100; vili, 86, 91; xii, 90; xvn, 72; xvm, 77; xxvn, 89; xxx, 111; xxxi, 106; xxxii, 57; xxxiii, 41, 145) e 30 volte nel Par. (i, 40; ir, 30, 137; IV, 23, 52; v, 97; vi, 112; vii, 138; yiii, 11, 110; ix, 33; x, 78; xii, 29; xill, 4; xiv, 86; xv, 16; xvn, 77; xvin, 68, 115; xxii, 112; xxiii, 92; xxiv, 147; xxv, 70; xxvill, 19, 21, 87; xxx, 5; xxxr, 28; xxxir, 108; xxxiii, 145). Da notarsi: l.Nel luogo Inf. n, 55 per la stella gli uni intendono Venere, chiamata la stella bella, e per antonomasia semplicemente la stella; secondo altri la stella ha qui significato collettivo e vale Le stelle; altri intendono del Sole. Parecchi codd. hanno più che una stella, colla quale lez., che è pure dell'Oc, e di Guido Pisano, ogni difficoltà sarebbe levata di mezzo. Ma tale lezione è troppo sprovvista di autorità (cfr. Moore, Criticism, 266 e seg.). I commentatori primitivi (Bambgl., An. Sei., Iac. Dant., Dan., Petr. Dant., Cass., Falso Bocc., ecc.) non si fermano su questo passo. - Bocc.: « Deesi qui intendere, l'autore volere preporre la luce degli occhi di questa donna alla luce di quella stella eh' è più lucente » (quale?). - Benv.: « Quia transcendit omnes coelos, et ducit in cognitionem Dei. » - Buti : « Questa donna aveva gli occhi suoi più rilucenti che qualunque stella: imperò che sanzaristringersi ad alcuna, dice più che stella.» -An. Fior.: « La scienzia della Teologia escede ogni altra scienzia, et è più chiara che le stelle, più che queste scienzie mondane. » - Serrav. traduce plus quam stelle, e commenta: « Oculi Beatricis, scilicet Teologie, sunt contemplatio et speculatio summi boni, primi en-tis, etc., et sunt ita perspicaces, quod transccndunt celos, vadunt usque ad supremam maiestatem. » - Barg. legge nel testo e nel com.: « Lucevan gli occhi suoi più che a stella, » senza dare ve-run' altra interpretazione. - Land. : « Beatrice lucea più che la stella, et come il sole. » - Tal.: « Habebat lucidiores oculos stellis. » -Veli. : «Più che'1 Sole, inteso per essa stella, perchè questa sola per sè stessa luce, e dalla quale son tutte l'altre illuminate. E veramente, se intendiamo Beatrice per la Teologia, diremo li suoi occhi lucer più che '1 Sole, perchè se '1 Sole allumina i superiori, e questi inferiori corpi, la Teologia illumina gli animi nostri, et oltre di ciò, gli fa delle celesti et divine cose esser capaci. » - Gelli: « Dice eh' ei lucevano più che la stella, essendo le stelle i più