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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1872
Statera-Stazio
role, cioè: Inf. 33,444; Purg. 33,379; Par. 32,719. Mancano 458 parole per 100,000, corrispondenti a' 100 canti, cioè a 1000 parole per canto. La proporzione di tutte le parole nel Poema è per ogni 1000 parole: 142 articoli e segnacasi; 163 pronomi vari; 181 nomi sostantivi; 62 aggettivi; 213 verbi; 116 avverbi; 52 preposizioni e 71 congiunzioni. Le 99,542 parole che compongono il Poema, moltissime essendovene ripetute si riducono a 5860 (non compresi i nomi propri delle persone e de' luoghi, che sono 1615), cioè: articoli 6; articoli indeterminati 2; segnacasi 3; segnacasi articolati 17; pronomi dimostr. sost. e agg. £8; pron. posses. 6; pron. pers. 30; pron. relat. 8; avverbi 269; particelle negative 4; preposizioni 63; congiunzioni 37; nomi sostantivi 2637; aggettivi 927 ; interiezioni 10; verbi 1753. Sul modo, in cui Dante adopera certe voci più o meno frequentemente in ciascuna delle tre Cantiche, rimandiamo ai singoli articoli di quest'opera.
Statera, cfr. Stadera.
Stato, dal lat. status; 1. Grado, Condizione, l'Essere d'una persona o d'un affare; Inf. iv, 52; x, 105. Purg. xiv, 66; xxvi, 54; xxviii, 140. Vit. N. xlii, 6. - 2. Detto della Forma del governo di un popolo, d'una nazione; Inf. xxvii, 54.
Statila, lat. statua, Figura di rilievo, o sia scolpita, o di getto; Conv. IV, 29, 38, 42, 45, 47.
Statuir a, lat. statura, Altezza del corpo d'una persona. E per Modo di stare; Vit. N. xxxvi, 21.
Statuto, dal lat. statutum, part. pass, di statuere, Legge di luogo particolare. E per Legge o Decreto generale, detto del Decreto eterno di Dio; Par. xxi, 95.
Stazio, Publius Papinius Statius, celebre poeta latino, figliuolo del poeta e grammatico Publio Papinio Stazio, maestro dell'imperatore Domiziano. Stazio il vecchio morì verso l'anno 80 dell'era volgare; suo figlio, l'autore della Tebaide e dell'Achilleide nacque verso l'anno 40 a Napoli, fu educato a Roma, sposò verso l'anno 81 una vedova di nome Claudia, che egli ricorda più volte nelle sue poesie. Visse a Roma, protetto e favorito da Domiziano, sino al 94, quindi si ritirò a Napoli, dove cessò di vivere verso l'anno 96. Sulla vita di Stazio cfr. Fabric., Bibl. lat. ed. Ernest, n, 329 e seg. Baeiir, Ròm. Liter. i4, 419-29. Curcio, Studio su P. Papinio Stazio, Catania, 1893. L'opera principale di Stazio è la Tebaide, poema epico