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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   State - Statistica della lingua della Div. Com. 1871
   xix, 126. - 13. Stare ditro, Persistere nella sua opinione, o risoluzione, nè da quella rimuoversi ; Purg. xxvii, 34. - 14. Stare fermo, Non si muovere, Fermarsi; Purg. v, 14; xxvii, 34.-15. Stare fresco, Sentir fresco, Patir fresco; Inf. xxxii, 117.- 16. Stare innanzi, propr. Essere nella parte anteriore, Uscir del piano, ecc. E fig. Avere nella memoria, Aver presente all'immaginazione; Inf. xxx, 67.-17. Stare sopra, Essere nella parte superiore; Canz. « Così nel mio parlar voglio esser aspro » v. 35.- 18. Stare sottosopra, Essere capovolto, co' piedi all'insù; Inf. xix, 80. - 19. Stare, per Essere esposto, Trovarsi esposto, a patimenti, incomodi ; Inf. vi, 56. - 20. Lasciare stare una cosa, Abbandonarla, Non toccarla, Non prenderne, e sim. Purg. il, 128.- 21. Stare incontro, per Soprastare, Minacciare; Inf. vili, 99. - 22. Stare, Sost. Lo stare, Il trattenersi, L'indugiare; Purg. il, 121. - 23. Forme: Stan, per Stanno; Inf. xi, 26; xxii, 26. Par. xii, 105. - Starla, per Starebbe; Inf. xxvii, 63. -Stea, per Stia; Inf. xxxiii, 122. Purg. ix, 141; xvii, 84. Par. ir, 101; xxxr, 45.
   State, cfr. Estate, del quale è forma abbreviata. 1. Mutar parte dalla state al verno, per Essere mutevole in fatto di politica a seconda del proprio tornaconto; Inf. xxvii, 51. - 2. Modo avverb. Di state, In tempo d'estate; Inf. xvii, 49; xx, 81.
   Statistica della lingua della Div. Com. Il concetto di studiare oltre la Rettorica, la Pittura e la Musica, eziandio l'Aritmetica e la Geometria del Poema di Dante è nuovo, ma i resultati sono veramente sorprendenti, come si sarà già accorto chiunque abbia percorso con un po' d'attenzione il presente lavoro. Finora abbiamo un solo lavoro sulla Statistica della lingua della Div. Com., ed è quello di Filippo Mariotti, Dante e la statistica delle lingue (Firenze, 1880), da raccomandarsi caldamente ad ogni studioso di Dante, dovendo noi qui limitarci ad alcuni brevi accenni, nei quali seguiamo direttamente il Mariotti.- La geometria della Div. Com. parte è meditata, parte è usata, senza che Dante stesso ne sia consapevole. Il Poema deve essere di tre Cantiche, pensava Dante; i canti devono essere 100: 34 neìVInf., 33 nel Purg. e 33 nel Par. E per non violare questa norma lascia di scrivere, quando pure ne avrebbe bisogno; cfr. Purg. xxxiii, 136-41. I 100 canti sono eli vario numero di versi, cioè: 2 di 115; 1 di 124; 4 di 130; 4 di 133; 13 di 136; 16 di 139; 16 di 142; 13 di 145; 13 di 148; 9 di 151; 7 di 154; 1 di 157; 1 di 160. Ma in ogni Cantica si ha, ragguagliata-mente, un eguale numero di versi: neWInf. 4720, nel Purg. 4755, nel Par. 4758, che insieme fanno 14,233. Tutto il Poema ha 99,542 pa-
   119. — Enciclopedia dantesca.