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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1854
   Spagna - Spalla
   preso di mutilare i sacri testi, e spezialmente di togliere nel cap. V dell'epistola prima di S. Giovanni quelle parole: Tres sunt qui testimonium dant in ccelo, Pater, Verbum, et Spiritus Sanctus; et hi tres unum sunt, parole ciò è diametralmente opposte ai loro errori. A questo modo intenderemo voler Dante dire, che si applicarono costoro alle Scritture sacre, non come penne a comentarle e dichiararle, ma come spade a mutilarle, e con tale mutilazione farle apparire approvatrici di quelli errori eh' esse condannano. » -Ma di nuovo Ces.: « Rovesciando il dritto senso delle Scritture; come fa la spada a chi dentro vi si specchia, che si vede capovolto. » - Non è da passar qui uno sbaglio del noto commentatore (Lomb.), il quale spiega questo torcer de' volti che fanno le spade, dicendo: « Come spade nel tagliare, e quegli eretici interpretavano la Scrittura smozzicando, sostituendo. » Ora col tagliare che fanno le spade, certo non farebbono (che io sappia) torti li diritti volti, che dice Dante, e come avviene, in esse specchiandosi. Ma, che hann'egli a fare le spade collo specchiare? soggiugne tale altro. Hanno a fare più di millanta, rispondo io. La spada (secondo natura ed uso che ha, e per essere chiusa nella guaina) s'intende per sè brunita; e se fosse rugginosa, ciò sarebbe da notare per vizio; non vi s'intende. Or il brunito è uno specchio. Ma e quel volti ribadisce il vero di questa chiosa: dacché lo specchiarsi include l'idea del volto; o piuttosto i volti diritti e torti chiamano l'idea dello specchio. - 5. Le cinque spade è detto (Par. xvi, 72) con allusione alla popolazione di Firenze, la quale, dai tempi di Cac-ciaguida in poi erasi quintuplicata. Cfr. Horat. Sat. i, 10, 22 e seg.
   Spagna, e precedente vocale Ispagna, lat. Hispania, Regione che occupa la maggior parte della Penisola iberica ; Inf. xxvi, 103. Purg. xii, 102. Par. vi, 64. - Quel di Spagna, Par. xix, 125, è Ferdinando IY re di Castiglia; cfr. Quel, § 26.
   Spagnuolì, abitatori della Spagna; cfr. Ispani.
   Spago, etim. incerta; probabilm. dal lat. spartium, basso lat. sparcus e spacus (cfr. Diez, Wòrt. n3, 68), Funicella sottile. E per quel Filo a più capi torto ed impeciato, di cui si servono i calzolai per cucire le scarpe; Inf. xx, 119.
   Spaldo, etim. incerta; forse dal ted. Spali, Sporto. E Spaldi si dicono i Ballatoi che si facevano anticamente in cima alle mura e alle torri; Inf. ix, 133.
   Spalla, prov. espatla, spagn. ant. espalla, frane, ant. espalde, dal lat. spatliula, dimin. di spatha (cfr. Diez, Wòrt. i3, 391), Parte