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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Spada 1853
   tes speculantes in eas eum vulto torto. » - Falso Bocc. sta zitto. -Benv.: « Thomas vult dicere sententialiter, quod prsedicti hseere-siarchae fuerunt talia specula scripturis, retinendo scilicet in se, et tradendo aliis qualia specula sunt lucentes enses visibus nostris qui ostendunt eos tortuosos. Et hoc accidit propter differentiam materia ensis ad materiam vitri et plumbi ex quibus lìt specu-lum. » - Buti: « Furono fatti come sono le spade ai volti umani: imperò che quando la spada è lucida e lo volto umano vi si specchi, lo rende torto e non lo rappresenta in quella forma che è: così questi eretici ripresentono li testi de la santa Teologia torti a chi li guardava sposti da loro, perchè li storcevano e tiravano alla loro falsa opinione. E bene assomiglia li volti umani a la santa Scrittura: imperò che come lo volto umano dimostra quello che è nel cuore; così lo testo de la santa Scrittura dimostra dirittamente la vera sentenzia che è dentro in esso testo, e li eretici storceno li testi e così storceno le sentenzio, e rendono falsi e torti li testi e le sentenzie a chi legge le loro erratiche opinioni; e però dice: In render torti; cioè in rappresentare torti a chi li guarda ne le loro esposizioni, li diritti volti; cioè li dritti testi e loro diritte sentenze. » - An. Fior. tace. - Serrav.: « Fuerunt sicut ensis ad Scripturas, idest dilacerando eas et ad sensus falsos reducendo, in reddendo tortuosos, scilicet falsos, rectos vultus, scilicet sensus ve-ros. » - Land.: « Come chi si specchia nella spada vi vede il suo volto torto, così chi guarda ne' libri de gli heretici, vi vede il senso delle Scritture torto. » - Tal.: « Scripture istorum ereticorum red-diderunt intellectus hominum rectos, tortuosos, sicut ensis reddit. faciem inspicientis tortuosam. » - Veli.: « Chi vede l'esposizione delle sacre lettere di questi eretici, vi vede il torto, non il diritto sentimento, come nella spada si vede il torto, non il diritto volto. » - Dan.: « Chi si mira nello specchio, vede in quello il suo volto diritto; ma chi si mira nella spada, lo vede torto. » - Così pure Voi., Vent., ecc. Primo a dare una nuova interpretazione fu il Lomb. (seguito poi da Port., Pogg., Biag., Costa, Tom., Br. B., Frat., e, si può dire, da tutti i moderni), il quale, non a torto, osserva : « Che hann'egli a fare le spade collo specchiare? L'uso delle spade è di ferire e di troncare, e non di servire di specchi; e, posto che Dante avessele volute tirare a quest' uso, avrebbe dovuto per lo meno aggiungervi, quella che vi aggiunge avvedutamente il Volpi, la forbitezza, senza della quale non può un ferro servir di specchio. Mainò ; abbisogna per la retta intelligenza di questo passo accordare al poeta nostro un altro sdrucito pezzettino di erudizione teologico-storica circa l'ardimento, che racconta S. Girolamo (Prolog. in VII Epist. canonicas) essersi i mentovati eresiarchi