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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1834
Soldanieri
Soldanieri, antica e nobile famiglia di Firenze, alla quale apparteneva quel Gianni cbe tradì i suoi Ghibellini per passare ai Guelfi (cfr. Gianni del Soldanier): Inf. xxxii, 121; Par. xvi, 93. -Lord Vernon, Inf., voi. n, p. 585 e seg. : « Tra i gentiluomini romani che accompagnarono Uberto Cesare fu un valentissimo soldato ch'ebbe nome Sermione, della cui schiatta sono nati e discesi i Soldanieri, i quali furono possenti, ricchi, gentili uomini e di nobile sangue; e ancora si sotterravano a cavallo al modo dei Lamberti, ma non fu loro come a questi conceduto, ma bene lo faceano per grandigia e nobiltà, e per la loro forza, perchè furono nobilissimi di sangue e di legnaggio.... Vuoisi che S. Poggio vescovo di Firenze sia della loro agnazione, ma quest'asserto ha non pochi contradditori. Potentissimi in Firenze, fecero parte del governo consolare; ed infatti Rinaldesco di Mula era console nel 1197. Mes-ser Mazzingo, Chiarissimo e Rinaldo suo figlio parteggiarono per gli Uberti nella divisione della città nel 1215; e per questo tutti i loro discendenti trovansi scritti nel libro del Chiodo per l'esilio a cui furono dannati nel 1268. Il loro accanimento nel seguire la parte ghibellina dovette invero essere straordinario, avvegnaché furono esclusi dall'amnistìa per la pace del 1280, ed anzi furono contro di loro rinnovati i bandi di proscrizione. Soltanto a Mula di Ruggero ed ai suoi figli fu accordato il perdono; i quali non se ne resero immeritevoli, perchè alcuni di essi, e più specialmente Piero detto Qualino, furono tra i più gravi difensori di Firenze contro Arrigo VII imperatore. Gli altri Soldanieri, spinti alla disperazione, si armarono ai danni della patria, e son frequenti le condanne che nei libri pubblici leggonsi-contro di essi pronunziate nei primi anni del secolo decimoquarto. Fece molto parlare di sè nel 1266 messer Gianni di Ranieri, il quale ambizioso di salire ad alto stato si fece capo di una popolare sommossa: ma volto in fuga dovè per sempre abbandonare Firenze. Riparatosi in Prato con messer Pipino suo fratello, vi prese domicilio, e vuoisi che desse vita alla possente casa dei Rinaldeschi, da cui con molta probabilità derivarono i Baldini, ora dimoranti in Firenze. Abbattuti i Grandi nel 1343, si riaprirono i Soldanieri le porte della città: ed alcuni di essi cercarono di esser fatti di popolo, nascondendosi sotto i cognomi dei del Mula e dei Romaneschi; e di questi ultimi appunto era quel Gentile di Simone, a cui nel 1353 fu dato officio di sindaco dal comune per trattare la pace di Sarzana coli'arcivescovo di Milano. I Soldanieri non veggonsi oltrepassare il 1416, nel quale anno Filippo di Iacopo rinunziò al popolo di Greve il patronato della chiesa di S. Lorenzo. I Rinaldeschi peraltro si protrassero fino al secolo seguente, e finirono il 21 luglio 1501 in quell'Antonio di Giovanni